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Avast ed AVG spiavano i loro utenti

Avast ed AVG sono state beccate con le mani nella marmellata con Jumpshot, una loro controllata. Spiavano i loro utenti e rivendevano le informazioni a terzi!

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Vogliamo approfondire la notizia uscita qualche giorno fa, relativa all’uso (e all’abuso) dei dati degli utenti da parte di una sussidiaria di Avast, ovvero Jumpshot. La notizia è uscita il 27 gennaio 2020 su Vice.com (Motherboard). L’articolo di Vice parla di una indagine effettuata da PCMag e Motherboard. Il 30 gennaio è uscito l’annuncio di Avast nel voler chiudere, con effetto immediato, Jumpshot e la sua collezione di dati.
Spoiler: gli antivirus Avast e AVG spiavano i loro utenti.

Avast e AVG? Statene alla larga

Avast è un programma antivirus gratuito utilizzato da centinaia di milioni di persone in tutto il mondo. Anche AVG è un antivirus gratuito con milioni di utenti in giro per il mondo ed è anche una sussidiaria di Avast dal 2016. Quello che è successo con la società Jumpshot è molto grave e, purtroppo, come spesso accade, alla gente comune non importa molto. Forse perché l’argomento e la gravità dell’accaduto non è di immediata comprensione o forse perché non viene presentata dai media nella maniera corretta? Purtroppo non lo sappiamo ma noi ci impegneremo per rendere l’argomento di facile comprensione per tutti.

L’indagine: gli antivirus Avast e AVG spiavano i loro utenti?

Secondo l’indagine, Jumpshot che è una controllata di Avast, raccoglieva dati personali che riguardavano tutte le attività svolte dagli utenti che utilizzavano la versione gratuita di Avast e di AVG con la solita scusa di proteggerli dai malware gratuitamente.
I dati raccolti includevano le ricerche di Google, le coordinate GPS su Google Maps, le pagine LinkedIn visitate, i video Youtube visti e la profilazione di utenti che guardavano siti porno.
Dopo averli rastrellati per bene li rivendeva ad aziende terze a fini di profilazione e di marketing. Tra gli acquirenti di questi dati rubati c’erano chiaramente grandi aziende come IBM, Microsoft, Google, Yelp e Tripadvisor. Ma anche marche famose come Pepsi e Sephora. Insomma gli antivirus Avast e AVG spiavano i loro utenti e rivendevano i dati che avevano accumulato.

I dati vengono, come spesso accade, anonimizzati ma sappiamo bene che questa bella parola vuol dire poco o nulla. A questo proposito vogliamo citare una parte di PCMag, gli esperti di sicurezza informatica concordano sul fatto che con dei dati così precisi e accurati è ancora possibile identificare i singoli utenti.

Per dirla in parole povere: un log come quello che evidenziamo qui sotto non dirà nulla alla singola persona. Ma Amazon, invece, potrà facilmente risalire all’identificazione di chi ha acquistato quell’iPad a quell’ora.

Device ID: abc123x Date: 2019/12/01 Hour Minute Second: 12:03:05 Domain: Amazon.com Product: Apple iPad Pro 10.5 - 2017 Model - 256GB, Rose Gold Behavior: Add to Cart

At first glance, the click looks harmless. You can’t pin it to an exact user. That is, unless you’re Amazon.com

Citazione dall’articolo di PCMag

Gli utenti, come sempre, erano totalmente ignari di tutto questo. Dedicheremo più avanti un articolo agli antivirus. Parleremo della loro dubbia utilità per la maggior parte di utenti e dei dubbi sulla privacy. Dubbi che abbiamo sempre avuto e che purtroppo in questi giorni hanno avuto la loro conferma.

Dubitate sempre di chi vuole controllare gratuitamente tutto quello che fate per il vostro bene.

Leggi gli articoli di PCMag e di Vice su questo argomento, se vuoi commentare la notizia ci trovi su Reddit.

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