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Essere anonimi online?

Pensate di essere anonimi online? Ecco un semplice test. Un sito che vi dimostrerà come la navigazione in incognito non fa quello che sperate.

Se siete tra quelle persone che credono che navigare in incognito sia come essere anonimi online forse è meglio che continuiate a leggere. Crediamo che con alcune dimostrazioni pratiche sia più semplice capire cosa intendiamo quando parliamo di ripensare un po’ all’idea che molti hanno di privacy online.
Vi presentiamo quindi un sito che, con estrema facilità, vi dimostrerà quanto è semplice riconoscervi online, anche se pensate di essere anonimi. Facciamo quindi un gioco, un test molto semplice:

  • Cliccate sul bottone rosso qui sotto.
  • Arrivati su nothingprivate.ml inserite un nome. Il vostro o uno inventato, è indifferente.
  • Ora aprite una scheda in incognito sul vostro browser.
  • Tornate su quel sito.

Siamo riusciti ad incuriosirvi abbastanza?
A meno che siate già appassionati di privacy, con una ragionevole certezza il sito che vi abbiamo presentato riuscirà a riconoscervi anche se navigherete in incognito. Non solo, vi riconoscerà anche se spegnete il pc e lo riaccendete. Anche se cancellate tutti i cookies e cronologia. Vi riconoscerà sempre, fino a quando non premerete sul tasto ‘Forget me‘.

È un diritto essere anonimi online?

Il progetto NothingPrivate nasce da una idea di Guatam krishna R. uno sviluppatore di DuckDuckGo. Il sito nasce proprio con l’idea di far capire a chiunque cosa è il fingerprinting e quanto sia possibile essere riconoscibili online, anche se generalmente pensiamo il contrario.

Ma come fa? Non pensavo di essere così riconoscibile!

Ma come fa Nothingprivate a riconoscermi sempre e come si può essere anonimi online? Riesce a riconoscervi con un sistema utilizzato da molti siti che si chiama fingerprinting. In pratica tramite un js (javascript, un linguaggio che viene usato quotidianamente nella creazione dei siti moderni) riesce ad ottenere dal vostro pc diverse informazioni. Una sorta di impronta digitale, fingerprinting per l’appunto.
Premendo quel tasto infatti verrà salvata la vostra impronta digitale. Un insieme di dati che lasciate, senza saperlo, quando siete online:

user agent, screen print, color depth, current resolution, available resolution, device XDPI, device YDPI, plugin list, font list, local storage, session storage, timezone, language, system language, cookies, canvas print

L’insieme di questi dati è uno dei tantissimi modi per identificare univocamente una persona online in maniera legale e semplice. Capite bene quanto sia facile identificarvi singolarmente e come tutto questo può essere usato sia per fini economici ma, purtroppo, anche per fini meno nobili.

Come essere anonimi online?

Tutto questo, tra l’altro, è pressoché inevitabile se utilizzate Google Chrome come browser. È possibile, invece, evitarlo se utilizzate Firefox (con un CanvasBlocker) . Oppure utilizzando Tor Browser senza toccare nessuna impostazione.

Speriamo di riuscire a convincervi che queste non sono paranoie da complottisti, sono cose che vengono fatte quotidianamente da molti siti. Guardate ad esempio Fingerprintjs.com, secondo il loro sito questo sistema viene utilizzato da aziende come Ebay, Booking, Dell e molte altre. Potete testarlo tramite il sito fingerprintjs.com/demo.
Esiste inoltre anche un altro test, se ci avete preso gusto. Si chiama ClientJS.org e vi assegnerà un codice univoco che rimarrà identico anche se aprite la pagina in incognito.

Essere anonimi online? Ne va della nostra privacy

Come vi sentite?
Il nostro obiettivo è di sensibilizzarvi sulla questione, di riuscire a farvi capire che non siamo anonimi quanto pensiamo e che è forse bene proteggersi. O quantomeno esserne davvero al corrente. Perché questi metodi possono essere usati a fin di bene (o di lucro), ma possono diventare strumenti pericolosi in mano alle persone sbagliate e nel momento storico sbagliato.

Se vi abbiamo incuriositi condividete questo articolo con i vostri amici scettici. In più potete leggere i nostri approfondimenti leggendo le alternative a Google Search, le alternative a Google Chrome e in generale tutte le nostre alternative. Perché la privacy è un diritto ed è fondamentale proteggerla.

Se siete interessati a questi esempi pratici per capire facilmente la privacy senza parole noiose o strani tecnicismi vi consigliamo di seguire il tag che abbiamo creato ad hoc chiamato, per l’appunto, esempi pratici.


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