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Le Alternative

Alternative a Google Home

È possibile avere un assistente vocale che rispetti la nostra privacy? Leggete le nostre alternative a Google Home ed Alexa. Rispettose della privacy ed open source!

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Eccoci finalmente arrivati ad uno degli argomenti più interessanti degli ultimi anni. Google Home e Alexa dominano un mercato tanto nuovo quanto importante come quello degli altoparlanti intelligenti e del cosiddetto internet delle cose. Esistono delle alternative a Google Home?

Farne a meno o cercare alternative a Google Home?

La prima domanda che ci viene naturale fare è: ma ci serve davvero un altoparlante intelligente? Per moltissime persone è diventato ormai un oggetto di arredamento comune e dialogare con loro è prassi quotidiana. Ma il serio rischio di essere costantemente registrati e la sensazione di essere un po’ delle cavie da laboratorio è per molti un pensiero ricorrente.

Microfono sempre acceso

Non ci piacciono i complottismi e cerchiamo di parlare solo di fatti realmente accaduti. Partiamo però da un presupposto tecnico: se Alexa o Google si “accendono” quando noi pronunciamo una determinata frase significa che il loro microfono è sempre acceso e che, inevitabilmente, ascoltano tutto quello che diciamo. Altrimenti non avrebbero modo di accendersi quando la fatidica frase è pronunciata. Oltretutto è da pochissimo uscito uno studio che ci fa sapere che questi strumenti si attivano per sbaglio fino a 19 volte al giorno registrando decine e decine di secondi non voluti.

La fiducia è tutto

Dobbiamo quindi fidarci del fatto che né Alexa né Google registrino anche quello che diciamo per poi magari analizzarlo. Bene. Sappiamo che è andata esattamente così: Amazon ha ammesso che i suoi dipendenti ascoltavano pezzi di registrazione non autorizzati e lo stesso vale per Google. Insomma non è distopia, c’erano davvero persone in carne ed ossa non autorizzate da noi che riascoltavano quello che avevamo chiesto ad Alexa o a Google. E ascoltavano anche cose che abbiamo detto senza pronunciare le frasi “Alexa” oppure “Ok Google”! Tutto piuttosto inquietante.

Una cosa positiva è che questi oggetti, fino ad ora perlomeno, hanno solo un microfono e non una videocamera integrata (ma ci siamo già arrivati, purtroppo). Torniamo quindi alla domanda principale: siete davvero sicuri di averne bisogno in casa?

Alternative a Google Home, qualche suggerimento

Vogliamo innanzitutto darvi un suggerimento. È tutto molto soggettivo e qualche automazione può davvero venire in nostro aiuto delle volte. Avete mai pensato però di andare alla (ri)scoperta dei tag NFC? Ogni cellulare moderno può leggere i tag NFC. Come al solito non vogliamo dilungarci in lunghe spiegazioni tecniche, cercheremo dunque di spiegarlo in poche e semplici parole.

Esistono in commercio dei tag NFC (di qualsiasi forma e dimensione) sui quali si possono salvare, tramite il proprio cellulare, delle informazioni. Le informazioni possono essere svariate e soprattutto possono essere automatizzate.

PICCOLE AUTOMAZIONI SENZA VOCE

Con l’applicazione NFC Tools ad esempio possiamo dare davvero decine di azioni che, in qualche occasione, potrebbero anche sostituire l’utilizzo dei comandi vocali e dei vari assistenti vocali. Se ad esempio utilizzate Google Home solo per “far partire la vostra radio preferita” potete farlo benissimo e facilmente anche con un tag NFC. Basterà aver settato in precedenza il tag NFC l’app NFC Tools dicendogli “prima apri l’app della stazione radio, poi connettiti alla cassa bluetooth“. Potreste poi attaccare il tag NFC in casa da qualche parte, avvicinarvi con il cellulare e far riprodurre in automatico su una cassa bluetooth la vostra stazione radio preferita.

UN’IDEA DA VALUTARE

Questa è ovviamente una idea e i tag NFC non possono rimpazziare in tutto e per tutto gli assistenti vocali. È però una possibilità. Provate a vedere se questa scelta potrebbe fare al caso vostro!

Mycroft, la vera alternativa a Google Home

Iniziamo avvisandovi che, purtroppo, il mondo degli altoparlanti intelligenti opensource è ancora indietro rispetto ai concorrenti mainstream come Google Home e Alexa. E quindi le alternative a Google Home scarseggiano. Mentre Mozilla ha un bellissimo progetto chiamato Common Voice (con cui potete anche facilmente collaborare, se volete) dal quale speriamo riescano a ricavare qualcosa di davvero importante, la prima e unica vera alternativa opensource a Google Home ed Alexa si chiama Mycroft.

Raspberry Pi

Mycroft, il nome è un omaggio al fratello maggiore di Sherlock Holmes, è un vero e proprio assistente vocale opensource. Sul loro sito potete leggere le istruzioni per montarlo, in totale autonomia, sopra un Raspberry Pi 3 o 3B+. Questa è un’opzione per chi un po’ mastica di informatica. Per chi volesse invece un prodotto fatto e finito, pare sia in costruzione l’assistente vocale Mark II. Il suo predecessore, Mark I, è ormai impossibile da acquistare in quanto sold out. Quindi, per chi non vuole o non è capace di crearselo in casa, l’unica cosa da fare è aspettare e riservarsi il proprio Mark II nella speranza esca presto. Nel frattempo è uscito solo un prototipo.

Home Assistant

Non è un assistente vocale intelligente ma è un progetto open source per poter automatizzare la propria casa senza grosse difficoltà. Trovate centinaia di integrazioni per i più svariati prodotti. Se avete la necessità di automatizzare casa vostra per qualsiasi motivo, prima di buttarvi nelle braccia di Google ed Alexa date una possibilità al sistema Home Assistant! Potrebbe davvero fare al caso vostro e la vostra privacy sarebbe al sicuro.

Candle

Cosa ne pensate invece di un altoparlante intelligente che non richieda la connessione internet (e quindi nessun rischio di essere spiati), che sia comandato attraverso la propria voce e con un bellissimo design?
Un sogno, certo. Candle è infatti una dimostrazione tecnica che un mondo privacy-friendly è possibile. Diversi designer, artisti e esperti della privacy hanno creato degli oggetti di design (non acquistabili) ma potenzialmente realizzabili. Candle infatti si basa sul progetto Snips.ai. Un assistente vocale che promette di proteggere la nostra privacy in quanto funziona offline! Insomma le basi tecniche sembrano esserci tutte, manca probabilmente qualche finanziatore filantropo deciso a entrare a gamba tesa nel mercato degli assistenti vocali!

Ora ne sappiamo un po’ di più sugli assistenti vocali, però purtroppo come abbiamo visto non ci sono molte alternative per chi mastica poco di informatica. L’unica è aspettare nella speranza che Mozilla, Mycroft, Home Assistant e Snips uniscano le loro forze per contrastare il duopolio Google/Alexa!

Se siete interessati a qualche esempio pratico per capire facilmente la privacy senza parole noiose o strani tecnicismi vi consigliamo di seguire il tag che abbiamo creato ad hoc chiamato, per l’appunto, esempi pratici.


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