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Cosa sono i cookie?

Cerchiamo di spiegare in maniera semplice cosa sono i cookie. Perché è consigliato bloccare quelli di terze parti? Sono davvero tutti necessari?

Parliamo di biscotti e come avrete capito quindi parleremo dei famosi cookie! Cercheremo come sempre di analizzarli in modo semplice e spartano, non ce ne vogliano quindi i puristi o gli esperti del settore. Anzi, se siete interessati all’argomento e volete approfondire potete leggere questo interessante post (usate Mate Translate per tradurlo se non sapete l’inglese).
Cerchiamo dunque di rispondere alla fatidica domanda: cosa sono i cookie? Mi servono davvero o è meglio bloccarli?

Cookie infatti in inglese significa proprio biscotto e generalmente li accettiamo di buon grado quando clicchiamo su “ok accetto” nella maggior parte dei siti web. Lo facciamo perché pensiamo sia inevitabile.
Da noi questo non accade perché, per scelta, è stato tutto pensato per non utilizzarli. Attenzione però, la nostra è una scelta volutamente estremista, i cookie non sono necessariamente il male assoluto. Inoltre esistono anche quelli temporanei, che si cancellano quando termina la sessione, oppure quelli permanenti che rimangono sul vostro computer per tantissimo tempo, anche fino a 6 mesi.

Cosa sono i cookie?

Possiamo inoltre suddividerli in due categorie: quelli buoni e quelli meno buoni. I cookie buoni generalmente sono quelli innocui e che aiutano solamente alla navigazione del sito. Ad esempio è necessario installarne uno sul vostro computer se dovete fare un login all’interno del sito. E può tornare utile anche installare un cookie per, ad esempio, riconoscervi e farvi vedere un messaggio solo una volta anziché ogni volta che entrate. O in un qualsiasi negozio di e-commerce. Sono i cosiddetti cookie di prima parte.

Poi ci sono quelli meno simpatici, generalmente sono pubblicitari e si chiamano cookie di terze parti. Sono quelli che vi diciamo di bloccare sempre. Firefox e Brave ad esempio li bloccano di default. È anche per questo motivo che vi consigliamo sempre di utilizzarli. Sono piccoli file di testo che le agenzie pubblicitarie, e non solo, infilano sul vostro computer con la vostra autorizzazione (ricordate quando premete “accetto”?) e seguono tutto quello che fate.

È importante capire bene la differenza tra queste due cose, i primi in qualche modo possono rendere la navigazione migliore e possono davvero dare un’esperienza diversa all’utente. I cookie, inizialmente, furono pensati proprio per questo scopo e già nel lontano 1996 si parlava dei pericoli di possibili cookie di terze parti (leggete anche questo ritaglio di giornale dell’epoca)

Le profilazioni servono a qualcosa?

I cookie di terze parti, infatti, servono solo a profilarvi inutilmente. Diciamo inutilmente perché non è nemmeno provato che le profilazioni aumentino i guadagni. Anzi, secondo alcuni non servono a nulla se non a vendere fuffa a caro a prezzo (qui e qui). Tutto questo quindi potrebbe essere, oltre che dannoso per la privacy, anche inutile!

In most cases super-targeted ads are crap. They don’t perform well

Mike Masnick su Techdirt.com

Google recentemente ha detto di voler abilitare anche su Chrome il blocco di default dei cookie di terze parti. È davvero difficile credergli, in quanto, Google è di fatto un’agenzia pubblicitaria tanto da essere nell’occhio del ciclone per abuso di potere per la pubblicità. Doubleclick, una delle maggiori agenzie di marketing sul web, è di proprietà di Alphabet (cioè Google). Non è impossibile immaginare quindi che il blocco immaginato da Google sia qualcosa tipo “blocchiamo le pubblicità degli altri“. Si parla infatti di una rivoluzione, non di un semplice blocco di terze parti. Staremo a vedere.

Servono davvero tutti questi cookie?

Nel frattempo abbiamo fatto una prova per farvi capire di cosa stiamo parlando. È un test fatto velocemente, senza nessuna pretesa di studio o che altro. È, tra l’altro, una cosa che potete fare anche voi per gioco e per capire meglio la situazione attuale. Abbiamo aperto Brave, disabilitati tutti i blocchi e siamo poi entrati su alcuni dei siti più letti in Italia e abbiamo sempre premuto su “Accetto” come fanno tutti.

Abbiamo poi aspettato qualche secondo sulla pagina senza fare nulla, questo perché le pubblicità sono spesso a rotazione e volevamo vederne più di una. Il risultato è stato più meno quello che ci immaginavamo. Nella conta, e per semplicità, non abbiamo suddiviso cookie di terze parti con gli altri. Tenete conto però che la stragrande maggior parte di questi erano cookie pubblicitari con scadenza a sei mesi. Il risultato è il seguente:

  • Repubblica.it: 72 biscotti
  • Subito.it: 43 biscotti
  • Pornhub: 26 biscotti tra cui anche Doubleclick. Che è presente quasi ovunque. Sapete cosa vuol dire questo, vero?
  • Mediaset.it: 130 biscotti
  • Libero.it: 203 biscotti
  • Gazzetta.it: 165 biscotti
  • IlMeteo.it: 159 biscotti
  • Corriere.it: 245 biscotti
  • KontroKultura.it: 218 biscotti

Ogni sito che visitate senza i blocchi di terze parti vi riempirà, letteralmente, il computer di biscotti. Che vi seguiranno ovunque, analizzeranno tutti i siti che visitate e tenteranno di farvi un vestito su misura non richiesto. Se fate questa prova tenete anche conto che ogni volta che visitate il sito potrebbe essere differenti, dipende ad esempio se c’è anche una campagna pubblicitaria in corso o meno.

Servono davvero i cookie?

Come diciamo spesso, non è tanto la pubblicità in sé, ma il suo utilizzo arrivato a ben oltre la decenza. Difendersi da tutto questo non solo è possibile ma è anche facilissimo. Vi basterà non usare più Google Chrome e passare a Brave o Firefox. Su smartphone oltre a questi c’è anche DuckDuckGo Browser ad esempio. Iniziando con questo semplicissimo passo avrete già ottenuto un notevole passo verso il rispetto della vostra privacy.


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