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Le emissioni di CO2 di Internet

Quale è l’impatto ambientale di Internet? Quante sono le emissioni di CO2 di internet prodotte dai siti web? Cosa si può migliorare?

Ultimo aggiornamento articolo: 23 Ottobre, 2020

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Vogliamo parlare oggi di un argomento un po’ diverso dal solito, non riguarda la privacy ma il mondo nel quale viviamo. Parleremo delle emissioni di CO2 di Internet perché crediamo che, come tutti i problemi non visibili nell’immediato, sia un problema sottovalutato da troppe persone. Come qualcuno ha sostenuto in questo periodo di quarantena, la crisi climatica altro non è che una pandemia al rallentatore. Speriamo di non accorgercene tutti quando sarà troppo tardi. Ad esempio il cloud, che può sembrare un qualcosa in qualche modo di immateriale e green a prescindere, è solo l’ultimo arrivato nella lista dei colpevoli del surriscaldamento globale.

Cercheremo, come sempre, di non usare tecnicismi ma di usare esempi pratici e, come sempre, con un sacco di link interessanti. Riassunto in pochissime parole: per colpa di Internet vengono emesse oltre un miliardo di tonnellate di CO2 ogni anno 1 che sono, come dire, tantine. È stato stimato che l’intero settore IT sia arrivato a consumare, nel 2017, il 10% dell’elettricità mondiale 2.
Secondo Nature 3 le emissioni di CO2 di tutta l’ICT (che comprende quindi anche dispositivi digitali personali, reti di telefonia mobile e televisori) è pari alle emissioni emesse dal carburante di tutta l’industria aeronautica.

Per questo motivo anche noi, nel caso il progetto LeAlternative dovesse continuare come ci auguriamo, contiamo di spostarci a fine anno su un hosting green al 100%.

Ne esistono diversi, alcuni esempi:

  • Infomaniak 🇨🇭 100% green e svizzero, non usano nemmeno l’aria condizionata per raffreddare i loro sistemi.
  • OrangeWebsite 🇮🇸 100% energia green e server islandesi.
  • GreenGeeks 🇺🇸 300% di energia green, con server americani ed olandesi.

Le emissioni di CO2 di Internet, gli esempi pratici

Partiamo dal calcolatore di emissioni per sito web. Sul sito websitecarbon.com infatti potrete testare tutti i siti web possibili per capire, secondo una loro analisi 4, quante emissioni di CO2 vengono prodotte per visualizzare quel sito web. Siamo abbastanza contenti del nostro risultato, nella speranza possa migliorare nel momento in cui ci trasferiremo. Il nostro sito infatti è pensato proprio per essere leggero, semplice e senza distrazioni. Quindi anche con un basso impatto ambientale. Nel prossimo esempio pratico capiremo perché un sito leggero, semplice e senza pubblicità come il nostro aiuta a produrre meno energia ed inquinamento inutile.

Le emissioni di CO2 di Internet con e senza pubblicità

Sempre sullo stesso stile e sullo stessa tema è possibile provare il sito webtest.app. Questo sito infatti vi permetterà di testare qualsiasi sito web con e senza le pubblicità. Anche in questo caso, non avendo pubblicità, la nostra pagina occupa poco e richiede poca energia per essere generata. E non c’è nessuna differenza tra l’avere o il non avere uBlock installato. Questo sito vi permette infatti di capire quanta energia generano le pubblicità. Per capire meglio di cosa si parla: provate un sito qualunque come ad esempio come ilpost.it. L’energia utilizzata per vedere il sito senza la pubblicità è la metà di quella normale. Un gran bell’impatto ambientale!

Purtroppo il sito webtest.app sembra non esistere più, rimaniamo in attesa per capire se è stato spostato da un’altra parte o meno!

È facile fermare il cambiamento climatico? E allora provaci tu!

Aggiungiamo un ultimo sito creato dalla Climate Interactive e dalla MIT Sloan’s Sustainability Initiative: climateinteractive.org. Quest’ultimo sito è un simulatore per il nostro futuro. In base a come si decide di tassare o invece sostenere i vari settori potete vedere come e quanto è possibile fermare il drastico cambiamento climatico in corso. Riuscirete a raggiungere un aumento della temperatura decente senza distruggere l’economia mondiale?

Aggiungiamo un’ultima cosa: gli sforzi personali sono importanti per lanciare segnali e per tentare di modificare il morboso rapporto che hanno le istituzioni con le aziende inquinanti. Purtroppo però durante il recente lockdown mondiale le emissioni sembrano siano calate solo del 5.5% 5. Avete capito bene: con a terra moltissimi aerei, zero turismo e con miliardi di persone chiuse in casa la CO2 è certamente diminuita ma non come potessimo sperare.
Pensiamo quindi sia necessario canalizzare la rabbia nel verso giusto, chiedendo un reale cambiamento ai Governi ed alle aziende che inquinano giornalmente il nostro Pianeta. Cerchiamo tutti di fare la nostra piccola parte dove e per quanto possibile.

Se siete interessati all’argomento vi invitiamo a seguire le iniziative di Fridays For Future Italia e di Extinction Rebellion Italia.

Un altro articolo interessante riguarda la musica in streaming. Sapevate che nel 2016 è stato analizzato che lo streaming ed il download di musica ha generato qualcosa come 194 milioni di chilogrammi di emissioni di gas serra? 6 E nessuno qui sta parlando di tornare indietro o della famosa decrescita felicità. Sarebbe solo tutto molto diverso se tutti ci impegnassimo e pretendessimo che venisse utilizzata solo energia rinnovabile. Anche quando acquistiamo il nostro cellulare (Fairphone vi dice nulla?).

Vi lasciamo, infine, con questa preoccupante infografica del WWF.

Speriamo che l’argomento sia stato di vostro interesse anche se, come anticipato, diversamente dal solito non abbiamo parlato di privacy ma di un altro argomento che ci sta comunque a cuore. Se avete qualche commento potete scriverci nel nostro subreddit!

  1. What is the carbon footprint of the internet?[]
  2. Emerging Trends in Electricity Consumption for Consumer ICT[]
  3. How to stop data centres from gobbling up the world’s electricity[]
  4. How does it work?[]
  5. The world is on lockdown. So where are all the carbon emissions coming from?[]
  6. The Hidden Costs of Streaming Music[]

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Di skariko

Autore ed amministratore del progetto web LeAlternative