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L’importanza dei metadati

Cerchiamo di spiegare brevemente e con un esempio pratico eclatante l’importanza dei metadati. Cosa sono e perché non dovremmo regalarli al primo che passa?

Ultimo aggiornamento articolo: 19 Giugno, 2020

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È davvero una delle cose più difficili riuscire a far capire l’importanza dei metadati durante una qualunque discussione. Ad esempio è una (non l’unica) delle grandi differenze che c’è tra Whatsapp e Signal. Di Zuckerberg possiamo solo fidarci e sperare che le conversazioni siano davvero crittografate, con Signal (per esempio) invece è tutto alla luce del sole essendo un progetto open source.

Vogliamo partire da un articolo letto su Wired che parla della possibilità per Facebook di avvisarci se stiamo chattando con un utente sospetto, ad esempio un presunto pedofilo o un truffatore. Wow! E come è possibile? Forse perché Facebook non utilizza le chat crittografate end-to-end di default per le conversazioni? Per poter abilitare le conversazioni segrete infatti è necessario seguire alcune istruzioni.

L’articolo di Wired però, che si basa tra le altre cose, su di un post sul blog aziendale, dice che Facebook riuscirà a capire se l’atteggiamento di una persona è sospetto o meno anche se utilizza sempre le chat crittografate. Come è possibile dunque? Analizzando i metadati.

L’importanza dei metadati

Eccoli qua, i metadati. Quando parliamo di metadati in informatica ci riferiamo a quelle informazioni che molti considerano spazzatura o comunque inutili. È tutto quello che c’è fuori dalla conversazione vera e propria. Se è vero (e non essendo programmi open source possiamo solo fidarci di quello che dicono) che le conversazioni di Whatsapp e le chat segrete di Messenger sono crittografate end-to-end è anche vero che non lo sono i metadati. A che ora vi siete collegati, con chi avete parlato e per quanto tempo, a che ora avete visto un messaggio, a che ora avete aperto una chat e via dicendo. Se volete approfondire quanto e cosa colleziona di noi Zuckerberg potete dare una lettura a questo articolo (usate Mate Translate per tradurlo se non conoscete l’inglese)

Tutte queste nostre preziose informazioni le regaliamo alla compagnia di Palo Alto. Tutti questi dati sono così accurati che Facebook stessa ci fa sapere che solo attraverso i metadati è possibile distinguere un truffatore da un normale utente. Solo grazie ai propri algoritmi.

Ci ricorda un po’ la storia che vi abbiamo raccontato su AirBnb, ricordate? Non entriamo comunque eccessivamente nel merito di questa decisione, non è una cosa che ci compete. Vogliamo solo farvi capire l’importanza dei metadati con qualche esempio pratico. Perché altrimenti sembrano sempre e solo parole al vento e discorsi tra paranoici e/o complottisti. I metadati, invece, sono davvero importanti.


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Di skariko

Autore ed amministratore del progetto web LeAlternative