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FaceApp, Foodora e Whatsapp

Ci occupiamo di Alternative e solo sporadicamente parliamo di attualità. Spesso lo facciamo cercando di inserire molti link e diverse notizie interessanti. Oggi ad esempio vi segnaleremo qualche notizia sulla cybersicurezza e parleremo anche di FaceApp, Foodora e di Whatsapp. Un breve riassunto delle settimane passate.

Iniziamo ad esempio a segnalare l’attacco informatico ransomware nei confronti di Geox. Un ransomware è un virus che cripta i dati delle macchine infettate e l’unico modo per sbloccarle, senza perdere tutto, è quello di pagare un riscatto ai cybercriminali. Gli attacchi di questo tipo vanno sempre più di moda: l’anno scorso ad esempio diverse città degli USA hanno pagato i cybercriminali per poter riottenere i dati crittografati.

FaceApp, Foodora e Whatsapp

Cambiando invece discorso, è stata scoperta un’altra piccola falla nella privacy di Whatsapp. Recentemente abbiamo parlato di come Google indicizzasse i link delle chat di gruppo, anche private, permettendo quindi a chiunque di inserirsi.
È stato scoperto da poco che inserendo il tastino Click to Chat sul proprio sito web il numero di telefono verrà indicizzato da Google. Non proprio il massimo per quel che riguarda la privacy e la sicurezza in quanto dal numero è poi possibile risalire alla foto profilo, dalla foto profilo si può risalire all’identità di una persona e via dicendo. Sappiamo poi che il web non dimentica mai. Speriamo dunque che Whatsapp cambi il metodo per inserire il suo Click to Chat, magari riuscendo in qualche modo a nascondere il numero di telefono non permettendone l’indicizzazione.

FaceApp

Con l’arrivo dell’estate invece, è tornata anche FaceApp con un nuovo filtro che può trasformare volti femminili in maschili e viceversa. L’anno scorso c’erano state molte critiche riguardo FaceApp in quanto aveva più di un problema con la privacy. Quest’anno qualcosa è cambiato, almeno sulla carta. La policy privacy è stata aggiornata ed ora viene promesso che nessuna immagine verrà mai venduta a terzi o trasferita in Russia (l’app è infatti russa) e sopratutto che verrà cancellata entro 48h. Purtroppo, come spesso accade, possiamo solo fidarci di quel che dicono in quanto l’applicazione è ovviamente a codice chiuso. Inoltre le autorizzazioni richieste per funzionare sono davvero, ma davvero eccessive. Infine è, come sempre, piena di tracker pubblicitari e non. Ne sconsigliamo dunque l’utilizzo.

FaceApp ed il paragone con Immuni

Dobbiamo però ammettere che non ci piace molto l’accostamento con Immuni, come spesso si sente o si legge. Sono due app diverse, sono due cose diverse e una persona non deve sentirsi in qualche modo obbligata ad installare Immuni solo perché ha deciso di divertirsi con FaceApp.
Immuni è stata sicuramente una operazione riuscita per quel che riguarda la privacy (codice open source, decentralizzata, poche autorizzazioni) ma ogni paragone con altre app è secondo noi inappropriato. Immuni può funzionare solo se c’è fiducia nelle Istituzioni, nel Governo, nelle Regioni e nella Sanità (cose come queste non devono accadere). Non può funzionare invece se si fa bullismo sfottendo chi decide in autonomia di non installarla. Si creano inutili fazioni e si crea un ambiente ostile che non aiuta nessuno.

Foodora

In tutto questo è forse passato inosservato il data breach di Foodora. Sono stati infatti violati 727mila utenti di Foodora e tra questi ci sono anche diversi utenti italiani. I dati violati contengono nomi, indirizzi, numeri di telefono, password e dati di geolocalizzazione. Vi consigliamo dunque sempre di rimanere aggiornati sui data breach iscrivendovi a siti come Have I Been Pwned? o a Firefox Monitor ad esempio. In questo modo verrete avvisati tempestivamente nel momento in cui i vostri dati siano finiti nelle mani sbagliate.
L’unico consiglio che possiamo darvi è quello di non utilizzare mai la stessa password (e nemmeno una simile!) per siti diversi. Se qualcuno riesce ad essere in possesso di molti vostri dati, ad esempio, potrebbe anche essere in grado di rubarvi l’identità.

Oltre FaceApp, Foodora e Whatsapp.
Altre notizie degne di nota

– Ennesimo motivo per non utilizzare Zoom: ha censurato 3 utenti che hanno osato aggirare la censura cinese festeggiando l’anniversario di Piazza Tienanmen.

– Sembra che i detrattori del riconoscimento facciale siano sempre di più, anche se temiamo che quelle di Amazon, Microsoft ed Ibm siano solo operazioni di marketing e di facciata.

– Il porno in Italia potrebbe essere censurato per difendere i bambini. Nella speranza che una legge simile non veda mai la luce, ovviamente. Siamo contro ogni tipo di censura, sopratutto quando lo Stato decide di farci la paternale su porno e affini. Anche no, grazie.

Qualcuno pensi ai bambini!

– In Messico le cose non si mettono troppo bene per quel che riguarda Tor. E questa è una pessima notizia in quanto Tor in Messico è davvero molto utilizzato per in quanto la vita dei giornalisti è davvero a rischio.

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Di skariko

Autore ed amministratore del progetto web LeAlternative

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