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Riassunto dell’audizione antitrust

Torniamo dalla pausa agostana parlando di privacy e principalmente di Facebook e Google. Faremo un mini-riassunto dell’audizione antitrust che c’è stata il 29 luglio 1. In questa audizione sono stati ascoltati i CEO di Facebook, Amazon, Google e Apple. Quindi hanno partecipato Mark Zuckerberg, Jeff Bezos, Tim Cook e Sundar Pichai. È stata un’audizione nell’ambito dell’inchiesta antitrust sui colossi Big Tech americani.

Prendiamo spunto da un articolo di Shoshana Wodinsky su Gizmodo per riassumere un po’ quello che si sono detti. Ma soprattutto cosa hanno detto Zuckerberg e Pichai sulla privacy e su quali dati utilizzano. Le domande a Tim Cook, CEO di Apple, infatti riguardavano principalmente accuse sul monopolio dell’App Store e sulle sue presunte pratiche anti-concorrenziali (vedi anche Fortnite vs Apple).

A Bezos (CEO di Amazon) hanno chiesto principalmente se è vero che favorisce i prodotti che vende direttamente rispetto a quelli dei venditori indipendenti. 2. A proposito: ma quanto guadagna Jeff Bezos?

Riassunto dell’audizione antitrust: Google

A Sundar Pichai, CEO di Alphabet (quindi di Google), è andata un po’ peggio. Durante l’audizione gli viene fatta una domanda sul GDPR al quale risponde dicendo: “long been working to comply with GDPR, we’re in full compliance, to the extent of my knowledge.”. Ovvero: Google lavora da tempo per conformarsi al GDPR e che ora è in piena conformità, per quanto ne sa lui.
Google infatti potrebbe essere davvero tecnicamente conforme alla legge. In realtà però tenta di portare a suo vantaggio alcune lacune nella legislazione 3. Oltre ad aver già ricevuto una multa di 57 milioni di dollari dalla Francia per averlo violato 4 e un’altra di 670.000$ dal Belgio 5.

Google e il GDPR

Questo perché anche se con molta probabilità è tecnicamente a posto con il GDPR, in realtà nasconde le varie approvazioni in veri e propri muri di testo che nessuno sano di mente leggerebbe (tranne quelli del The Privacy Project del NYT). Insomma non basta dire: “ehi, io l’ho scritto!”, bisognerebbe anche dirlo esplicitamente e in poche ed immediate righe. Altrimenti all’utente finale non cambia nulla.

Infine si è parlato di dati. Pichai sostiene che: “we don’t use data from Gmail for ads […] on the services where we do provide ads, and if users have consented to ads personalization, yes, we do have data.”. Quindi dice che attualmente le mail non sono più analizzate per le pubblicità (una volta lo erano, ed è stata beccata in flagrante) ma questo non significa che non vengano analizzati tutti i nostri comportamenti. Cosa e quanto vediamo, quali annunci clicchiamo, quali ignoriamo e via dicendo. Anche se Google non condivide con gli inserzionisti i dettagli delle nostre email e delle nostre ricerche riesce a condividere con loro tutti i nostri comportamenti 6.

E se invece disattivate la personalizzazione degli annunci? Beh in questo cambiano solo gli annunci mostrati, questa opzione infatti non impedisce la raccolta dei dati da parte di Google 7.

Riassunto dell’audizione antitrust: Facebook

Ultimo capitolo: Facebook. Anche in questo caso Zuckerberg risponde con argomenti tecnicamente ineccepibili, peccato però che nella prova dei fatti le cose vadano diversamente. Gli viene infatti chiesto se vengono utilizzati dei cookieCookie Sono dei minuscoli file di testo che contengono preziose informazioni. Ci sono quelli di prima parte: generalmente innocui e che servono a navigare correttamente il sito. Ci sono poi quelli di terze parti: significa che un dominio diverso da quello che avete visitato vedrà quello che state facendo. Non solo, vi seguiranno poi per tutti i siti che visiterete da quel momento in poi. È il caso delle statistiche e delle pubblicità. (cosa sono?) per raccogliere informazioni private sulle persone che utilizzano i suoi servizi. La sua risposta è no, non vengono utilizzati cookie.

Peccato però che Facebook semplicemente utilizza un altro strumento, altrettanto (se non più) efficace dei cookie che si chiama pixel di Facebook. Il pixel di Facebook può infatti tenere traccia di moltissime cose. Può conoscere il nostro carrello degli acquisti online, quale applicazione usiamo, se facciamo donazioni o meno e molto altro 8.

Inoltre Facebook da la possibilità alle aziende di inserire un proprio cookie all’interno del pixel di Facebook 9, così facendo delega la responsabilità alle aziende terze lavandosene le mani.

Riassunto dell’audizione antitrust: conclusioni

Insomma come potete vedere per quanto le aziende Big Tech a parole dicano in continuazione di essere dalla nostra parte e tante altre belle cose nella realtà i fatti sono molto diversi. È per questo motivo che noi insistiamo con i nostri esempi pratici. Le parole sono importanti ma lasciano il tempo che trovano. Con gli esempi pratici possiamo vedere facilmente cosa succede e cosa potrebbe succedere con i nostri dati e con le nostre interazioni!

Se siete interessati alla registrazione dell’intera seduta (sono 6 ore!) potete vederla a questo indirizzo: https://invidious.snopyta.org/watch?v=T0gJYFX8WVc.

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  1. Com’è andata l’audizione dei CEO delle grandi piattaforme al Congresso[]
  2. Jeff Bezos rejects accusations Amazon was “bullying” small suppliers[]
  3. The 2020 Guide to Google Analytics and GDPR Compliance[]
  4. French data protection watchdog fines Google $57 million under the GDPR[]
  5. Google fined $670K for violating GDPR’s ‘right to be forgotten’[]
  6. The Only Gmail Ads Guide You Need to Promote Your Offers[]
  7. Control the ads you see[]
  8. Eventi del pixel di Facebook[]
  9. Informazioni sulle impostazioni dei cookie per il pixel di Facebook[]

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Di skariko

Autore ed amministratore del progetto web LeAlternative

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