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Combattere la crisi climatica (anche) con l’open source

Si può combattere la crisi climatica con l’open source: vediamo cosa stanno facendo Fridays For Future Italia e Extinction Rebellion Italia.

Ultimo aggiornamento articolo: 7 Ottobre, 2020

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Torniamo a parlare di crisi climatica e di green dopo il nostro articolo sulle emissioni di CO2 di internet. Mentre il movimento Extinction Rebellion Italia da sempre usa quasi solo software libero, di recente anche il movimento Fridays For Future Italia ha deciso di combattere la crisi climatica anche con l’open source.

Per chi non sapesse cosa sia Fridays For Future: è un movimento nato grazie soprattutto alla costanza di Greta Thunberg. Tutti i giorni del mese di agosto 2018, ha organizzato sit-in davanti al Parlamento svedese. Seduta con un cartello con scritto “Skolstrejk för klimatet1 (Sciopero scolastico per il clima) ha poi deciso di manifestare ogni venerdì fino a quando la Svezia non si fosse allineata con l’accordo di Parigi per diminuire le emissioni di carbonio. Da lì in poi, come potete immaginare, le manifestazioni sono diventate una vera e propria valanga in tutto il mondo.

Extinction Rebellion, pur essendo meno conosciuto, è altrettanto importante. Sono un gruppo di attivisti/e che credono nell’efficacia della nonviolenza. Praticano dunque azioni di massa di disobbedienza civile. Ribellandosi chiedono ai governi di invertire la rotta che ci sta portando verso il disastro climatico.

Extinction Rebellion Italia e Fridays For Future Italia

Come dicevamo, Extinction Rebellion Italia utilizza da sempre sistemi alternativi per le loro comunicazioni interne (ProtonMail, Mattermost e Signal). Fanno videoconferenze su Jitsi e BigBlueButton, utilizzano WordPress con le mappe di OpenStreetMap al posto di quelle di Google per gestire gli eventi. I loro social preferiti sono Telegram, Mastodon e Peertube e per trovare i link ai social non ribelli sul loro sito bisogna fare un click in più: sono infatti nascosti accuratamente per non regalare loro pubblicità gratuita. Il loro sito è hostato su FlokiNET, server islandesi a emissioni zero.

Il movimento Fridays For Future Italia ha da poco fatto un importante passo in avanti verso la consapevolezza e la sostenibilità, proprio sul loro sito. Hanno fatto il grande passo portando il proprio hosting su un server a impatto zero (BM Service). Inoltre sono passati a WordPress. Hanno poi iniziato un percorso di riappropriazione della propria vita online comunicando con Telegram. A breve vogliono inoltre aprire un canale Mastodon (alternativa a Twitter) ed uno Pixelfed (alternativa a Instagram). Infine posteranno i loro video anche su Peertube, l’alternativa decentralizzata a Youtube che fa parte del Fediverso come anche i precedenti social citati.

Combattere la crisi climatica (anche) con l’open source

Anche se queste cose possono non sembrare subito direttamente collegate alla crisi climatica in realtà vanno tutte a braccetto tra loro: è importante riuscire ad avere una visione d’insieme. Partendo dall’importanza dell’utilizzo del server a impatto zero e arrivando fino all’utilizzo di WordPress, una piattaforma aperta e libera.
I siti sviluppati su software come WIX (su cui si appoggiava prima il sito di FFF ITALIA) permettono di creare siti rapidamente. Ma sono disegnati appositamente per non riuscire più a farne a meno rimanendo incastrati nel loro labirinto da cui è quasi impossibile uscire 2. Per dirla meno romanticamente: i ragazzi di Fridays For Future Italia hanno dovuto ricopiare a mano tutti i precedenti articoli perché WIX non permetteva di esportare in maniera semplice i contenuti prodotti. Ecco la differenza tra usare software chiusi e software liberi.

Liberi dalle Big Tech

Quello che scrivete su Facebook ed Instagram può infatti essere cancellato oppure oscurato in qualunque momento, in base a come si sente in quella giornata il loro algoritmo 3. È fondamentale riprendere possesso di quello che scriviamo: un sito web con WordPress permette di farlo. Passare a social alternativi aiuta a non sottostare alle rigide regole del mercato e ai capricci di qualche CEO. Per fare funzionare un social network alternativo (o ribelle, come lo chiama XR Italy) come Mastodon o Pixelfed basta un piccolo server casalingo con un impatto ambientale davvero ridotto. Inoltre i social del Fediverso sono interoperabili tra loro e non creano nessuna bolla esclusiva come fanno invece Facebook ed altri giganti del web.

Le Big Tech, come abbiamo già visto in passato con la campagna Big Tech Loves Big Oil, fanno spesso grande uso del greenwashing. In pratica fanno credere a parole di essere bravissimi e super ecologici per poi sostenere le aziende petrolifere fornendo loro tecnologie (AI) per facilitare la scoperta di nuovi giacimenti petroliferi 4. ¯\_(ツ)_/¯

Combattere la crisi climatica: una settimana ribelle

Questa è una settimana importante per il clima:

  • Il 9 ottobre è prevista un’enorme manifestazione mondiale dove Extinction Rebellion Italia e Fridays For Future Italia uniranno le forze.

Come anticipato crediamo che open source ed ecologia abbiano più cose in comune di quanto si creda e di quanto i loro divulgatori ne siano spesso consapevoli. Insieme possiamo unire le forze e creare qualcosa di davvero grandioso

  1. Greta Thunberg davanti al Parlamento svedese[]
  2. Roach Motel[]
  3. Facebook, Instagram e la censura[]
  4. XR Italy su Big Tech Loves Big Oil[]

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Di skariko

Autore ed amministratore del progetto web LeAlternative