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La rivincita di Signal

Continuiamo a parlare di Whatsapp e Facebook, questa volta però vogliamo concentrarci sulla rivincita di Signal e sul perché utilizzarlo!

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Continuiamo e concludiamo l’articolo di sabato dove abbiamo parlato di Whatsapp e di Facebook. Facciamo uno strappo alla regola perché non siamo soliti parlare troppo di attualità e non vogliamo che Whatsapp monopolizzi la nostra attenzione. In questo articolo infatti parleremo soprattutto della rivincita di Signal e un po’ anche di Telegram.

Quello di Whatsapp è un cambiamento importante perché la sua acquisizione da parte di Facebook nasceva con buone intenzioni, a parole ovviamente. Veniva infatti specificato come Whatsapp sarebbe sempre rimasta indipendente ed autonoma e che non sarebbe cambiato molto per gli utenti 1. Ora invece si scambieranno ufficialmente i dati per poter profilare meglio gli utenti ma soprattutto sarà obbligatorio permetterglielo per chi utilizza Whatsapp fuori dall’Europa. Come abbiamo detto pochi giorni fa questo cambiamento non dovrebbe essere valido qui da noi, probabilmente grazie a leggi europee che proteggono maggiormente la privacy dei cittadini.

Questo non vuol dire ovviamente “evviva siamo salvi chi se ne frega degli altri”. Quello che stanno facendo è, secondo noi, grave e in qualche modo toccherà anche i cittadini europei, ad esempio tutti quelli che comunicano giornalmente con persone fuori dalla UE. Tuttavia non va fatto del sensazionalismo quindi è giusto anche riportare le cose come stanno. Se volete approfondire su questo argomento vi suggeriamo altri spunti molto interessanti: WhatsApp e privacy: o accetti o elimini l’account, WhatsApp sulla condivisione dati con Facebook e questo thread Twitter di Enrico Ferraris.

La rivincita di Signal

Ora però basta parlare di Whatsapp e Facebook. Parliamo finalmente un po’ di Signal. Signal è con molta probabilità la migliore alternativa a Whatsapp quando si parla di sicurezza, e in questo momento sta gongolando non poco 2. Risulta infatti essere l’applicazione più scaricata in moltissimi paesi 3 (no, non in Italia anche in Italia, finalmente! 4). I suoi server sono stati letteralmente presi d’assalto tanto che nella serata di sabato (ore italiane) non arrivavano nemmeno i messaggi per l’approvazione del proprio numero di telefono durante l’iscrizione 5. La situazione è rientrata dopo poche ore ma è un segno di quanta gente abbia voglia di usare, o quantomeno di provare, Signal.

Che Signal sia sicura non lo diciamo certamente soltanto noi ma viene da sempre anche consigliata da Snowden. E lo fa un po’ alla sua maniera dicendo di essere sicuro della sicurezza di Signal perché lui la usa tutti i giorni ed è ancora vivo 6.

Snowden su Twitter

Signal o Telegram?

In molti comunque in questi giorni si stanno un po’ chiedendo cosa fare. Signal o Telegram, ad esempio? Noi in realtà rispondiamo: un po’ tutte e due. Non amiamo molto le guerre tra valide applicazioni open e pensiamo che non siano due applicazioni esattamente sovrapponibili.
Signal grazie anche alla sua crittografia end-to-end impostata di default su tutte le chat, è molto simile a Whatsapp nel funzionamento. Telegram è altrettanto sicura ma solo quando si attiva la cosiddetta chat segreta. Questo però non vuol dire che i nostri messaggi siano letti e utilizzati da Telegram per la profilazione o per essere rivenduti a terzi. Telegram infatti dice di non farlo e non c’è alcun motivo di pensare il contrario. Ricordiamo infatti che le applicazioni di Telegram, sia per iOS che per Android, sono open source 7.

Telegram ha dalla sua anche tutta una serie di funzioni che la rendono davvero un’applicazione unica: dai bot ai canali passando per il suo cloud. Insomma non è detto che si debba scegliere per forza tra Telegram e Signal. Sostituire Whatsapp con Signal è sicuramente un’ottima idea. Ma noi suggeriamo di tenere anche Telegram installato perché offre una serie di servizi ad oggi ineguagliabili.
Ah tra tra l’altro leggete l’esilarante risposta di Durov (il proprietario di Telegram) alla mossa di Whatsapp e Facebook: qui l’originale di Durov, qui la traduzione di Rachele Zinzocchi. Durov ha scritto tantissimo in questi giorni, qui un riassunto su tutto quello che ha detto.

Su Signal tutto è crittografato end-to-end

Signal però non sta a guardare e ha da poco aggiunto anche le videochiamate crittografate di gruppo 8. Su Signal è possibile creare gruppi, proprio come su Whatsapp. I gruppi sono inoltre tutti crittografati end-to-end 9 e addirittura i suoi sticker lo sono 10. Le GIF invece sono prese da Giphy che è da poco di proprietà di Facebook. Signal però rassicura che anche usando quelle non c’è modo di risalire a voi perché loro fanno da “scudo”, diciamo così 11. Tuttavia speriamo cambino comunque servizio per non utilizzare nulla di proprietà di Facebook.
Una delle prime cose che ha fatto Telegram infatti è stata proprio quella di rimuovere Giphy come strumento per le GIF.

La rivincita di Signal: come fa a mantenersi?

Ma come guadagna Signal?
Il business di Signal non è un segreto. Signal guadagna solo ed esclusivamente attraverso le donazioni dei singoli utenti e delle tantissime associazioni che lo sostengono 12. Basare il proprio business sulle donazioni può essere rischioso dunque speriamo un po’ tutti che sappiano bene quello che fanno.

Con Signal, infine, nessun dato verrà mai associato a voi né sarà possibile utilizzarlo per la profilazione.
Speriamo comunque che Signal abbia davvero la sua rivincita e che prenda piede anche qui in Italia dove ha guadagnato un po’ di terreno ma decisamente meno rispetto agli altri mercati. Voi per sicurezza tenetelo sempre li installato che non si sa mai, più gente si trova quando ci si iscrive e più possibilità c’è che venga utilizzato 🙂

Ah un’ultima cosa per quel che riguarda Signal. Vi segnaliamo questo, secondo noi ottimo ed interessante, post su Reddit dove si parla proprio di Signal e della cosiddetta FUD (Fear, uncertainty and doubt). Il sunto è: non mettete ansia alle persone perché Signal chiede il numero di cellulare per registrarsi. Tenere alla propria privacy non significa necessariamente voler essere anonimi e il cellulare viene chiesto per venire incontro alla tipologia di persone alla quale Signal vuole parlare.

Perché se al posto del cellulare venissero chiesti PIN, codici o altro sarebbe un’ulteriore barriera nei confronti dell’utilizzo di massa.
Utilizzando Signal non sarete anonimi ma verrà tutelata la vostra privacy perché nessun dato verrà associato a voi. Non verrete profilati e avete un’assoluta certezza che nessun messaggio verrà mai letto. Signal sta pensando di aggiungere anche una username e una password per tutelare anche chi vuole utilizzare Signal in maniera anonima.

In questo Telegram è sicuramente più avanti rispetto a Signal. È sempre necessario iscriversi con il proprio numero di telefono ma si può non dare l’autorizzazione per leggere i propri contatti (o usare OpenContacts) e scegliersi un nickname da dare per essere contattato dalle persone senza rivelare mai il proprio numero di cellulare. Nelle impostazioni inoltre si può decidere che nessuno possa vedere il numero di telefono.

  1. Chiarimenti – Blog di Whatsapp[]
  2. Signal su Twitter[]
  3. Look at what you’ve done[]
  4. Precisely Private su Twitter[]
  5. Signal fixes verification delays caused by WhatsApp mass exodus[]
  6. Snowden su Twitter[]
  7. Applicazioni di Telegram[]
  8. Adding Encrypted Group Calls to Signal/[]
  9. Technology Preview: Signal Private Group System[]
  10. Make privacy stick[]
  11. Tweet di Moxie Marlinspike[]
  12. Signal Foundation[]

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Di skariko

Autore ed amministratore del progetto web LeAlternative