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Il Rivoltoso Sconosciuto

Microsoft si è resa protagonista di un fatto inquietante venerdì 4 giugno: da Bing è scomparsa la foto del Rivoltoso Sconosciuto.

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Il 4 giugno era la (triste) ricorrenza della famosa foto del Rivoltoso Sconosciuto in piazza Tienanmen. Dubitiamo di poter aggiungere qualcosa ai fiumi di parole scritti e detti in questi 32 anni. Abbiamo però voluto fare una prova che più ci si addice, ovvero abbiamo provato a cercare la frase Tank Man sui motori di ricerca.

Tank Man è infatti il modo in cui questa immagine viene universalmente conosciuta. Sappiamo della censura cinese e dell’impossibilità di trovare informazioni in merito al Massacro di Piazza Tienanmen se si è in Cina 1. Tuttavia noi siamo in Europa e abbiamo dato per scontato che se avessimo cercato queste parole sui maggiori motori di ricerca avremmo trovato le immagini che cercavamo.

Non è andata esattamente come pensavamo.

Per chi va di fretta :

  • Nel giorno dell’anniversario del Massacro di Piazza Tienanmen Microsoft ha tolto qualunque risultato per la frase “Tank Man” nella sezione immagini di Bing. Tank Man è come viene universalmente riconosciuta la foto del Rivoltoso Sconosciuto davanti a un carro armato.
  • Tutti i motori di ricerca che dipendono da Bing hanno sofferto di questo problema. Compreso anche DuckDuckGo che, evidentemente, lo usa come fonte primaria. Anche a Brave Search è capitato ma è stato spiegato che è successo perché ancora in beta e non ha ancora un suo indice per le immagini che, invece, arriverà più avanti.
  • Google e Yandex non hanno avuto questo problema. Microsoft ha ammesso un “errore umano” e riportato la situazione alla normalità nella giornata di sabato 5 giugno.

Il Rivoltoso Sconosciuto

Le prime prove le abbiamo fatte infatti con DuckDuckGo, il nostro primo motore di ricerca suggerito come alternativa a Google Search. D’altronde DuckDuckGo si è sempre vantata di non censurare i risultati e di non manipolarli (anche se sappiamo che non è più come un tempo 2). Cerchiamo allora le parole Tank Man in web e troviamo solo risultati di Wikipedia (sempre sia lodata). Niente video, nessuna notizia recente sull’anniversario né altro.

Ci spostiamo però su immagini dove scopriamo invece che, evidentemente, non è mai successo nulla il 4 giugno 1989 a Piazza Tienanmen.

Capeggia infatti una faccina triste che ci dice di non aver trovato risultati. Proviamo allora con Tienanmen square tank ma troviamo solo sfilate pacifiche di carri armati e altre foto generiche di Piazza Tienanmen. Non proprio quello che ci aspettavamo di trovare. Spostando un po’ l’ordine delle parole qualcosa cambia, anche se un po’ a casaccio. Tienanmen Tank Man infatti trova un risultato coerente, Tank Man Tienanmen invece ancora nulla.

DuckDuckGo oltre ad avere un suo crawler (cioè un bot che indicizza i siti web) è famosa per utilizzare anche i crawler di altri motori di ricerca. Tra questi il più famoso è sicuramente Bing di Microsoft.

Andiamo dunque subito a controllare anche Bing.

Tank Man, Bing e Qwant

Nessuna sorpresa quando vediamo che i risultati sono letteralmente identici. Anche per Microsoft infatti non è mai successo nulla e cercando Tank Man non si trova assolutamente niente.

L’elenco si allunga se aggiungiamo anche altri motori di ricerca con un proprio crawler come ad esempio Qwant: stessa frase e stessi risultati.

Per colpa di Bing brancolano nel buio anche Swisscows, Ecosia e molti altri

Sappiamo per certo che alcuni motori utilizzano solo i risultati di Bing anonimizzandoli come ad esempio Swisscows, Ecosia, Lilo e moltissimi altri. Non dovrebbe però essere così per DuckDuckGo e Qwant che invece dovrebbero avere anche dei risultati indipendenti e comunque utilizzare anche motori differenti da Bing.

Nella giornata di sabato 5 giugno Gabriel Weinberg, CEO e fondatore di DuckDuckGo, ci fa sapere che il problema era solo ed esclusivamente di Bing e non di DuckDuckGo. Anzi, ci tiene a farci sapere che DuckDuckGo è bandito dalla Cina dal 2014 e che non hanno piani per accontentare la follia censoria cinese 3.

Gabriel Weinberg su Twitter

Scopriamo però che tutte le immagini di DuckDuckGo provengono da Bing. Una scoperta amara.

E Qwant?

Nella giornata di sabato Microsoft ha sistemato la questione credendo di cavarsela con un “è stato un errore umano” (ci torniamo più avanti). In contemporanea si sono dunque aggiustati anche DuckDuckGo e i vari motori di ricerca che dipendono da Microsoft. Tutti tranne Qwant.

Qwant è anche l’unica che non risponde e non dice nulla su Twitter (e ci ignora) né da nessun’altra parte. Se DuckDuckGo è in parte scusata in quanti i suoi risultati erano davvero colpa di Bing, evidentemente non è lo stesso per Qwant.

Cosa è successo quindi? Ad oggi Qwant è l’unico motore di ricerca che censura la frase Tank Man. Crediamo sia il caso che Qwant dia spiegazioni, ma fino ad ora tutto tace. Inquietante se pensiamo che il loro marketing si basa tutto sul fatto di essere un motore di ricerca alternativo ed europeo.

Il Rivoltoso Sconosciuto e Mojeek

Nel frattempo abbiamo fatto comunque altre prove e continuato la ricerca provando altri motori. Abbiamo provato anche Mojeek, famoso per essere uno dei pochissimi motori di ricerca alternativi con un suo crawler. Una piccola realtà europea di cui siamo spesso fieri e che non dovrebbe sottostare ai capricci e alla censura di una dittatura. Anche Mojeek dava zero risultati ma ci è stata data subito una risposta su Twitter non appena li abbiamo contattati: è perfettamente normale perché loro nella sezione images utilizzano solo ed esclusivamente risultati provenienti da Pixabay 4. Infatti andando in ‘web’ era tutto come doveva essere.

E infine Brave Search

Apriamo una parentesi a parte per quanto riguarda invece Brave Search. Per chi non lo sapesse: il browser Brave sta preparando un motore di ricerca con un suo indice senza dover dipendere da nessun altro. È estremamente interessante ma è ancora in beta e ad uso di poche persone. Grazie ad una persona del nostro gruppo abbiamo potuto constatare che anche Brave Search dava zero risultati con la query Tank Man. Non vi postiamo lo screenshot perché sarebbe vietato dai termini di utilizzo della beta di Brave Search e non vogliamo creare problemi a chi ce li ha passati.

Per farla breve: essendo in beta utilizzano ancora Bing per le immagini ma non è la soluzione definitiva. Per il web hanno già un loro indice mentre ci stanno lavorando per averlo anche per le immagini e i video 5.

Ma andiamo con ordine, perché all’inizio non era del tutto chiaro cosa stesse accadendo.

Abbiamo visto che Brendand Eich, CEO di Brave, dava spiegazioni su Twitter dicendo parole senza possibilità di fraintendimento come:

We have our own index and are not yet under anyone’s thumb. If a government uses force within its jurisdiction only (we aren’t in China), then Brave Search Goggles stands ready: https://brave.com/wp-content/uploads/2021/03/goggles.pdf… linked from item 5, Brave Search is *transparent*, in https://brave.com/brave-search/.

Brendan Eich su Twitter

Perché anche Brave Search?

Brendan Eich però parla solo della sezione web e non di images. Abbiamo dunque chiesto spiegazioni di questo e siamo stati rimandati a un altro tweet dove il team di Brave nella persona di Jonathan Sampson, non avendo forse ancora ben chiaro cosa stesse succedendo, risponde che è normale in quanto Tank Man è una frase troppo generica 6.

Tuttavia questa risposta non ha alcun senso per almeno due motivi:

  • Tank Man è letteralmente il nome con cui quella foto è universalmente riconosciuta (è il nome della sua voce su Wikipedia)
  • Anche se Tank Man fosse generico sono due parole che insieme dovrebbero produrre risultati come uomini su carri armati. Non zero.

Quando a Sampson viene fatto notare 7 ammette subito che la cosa è molto strana e che effettivamente è un errore e che sarebbe stato sistemato immediatamente, e così è stato poco dopo8.

Brave dunque avrà anche un suo indice per le immagini e per i video ma non è ancora così. E per questo soffriva dello stesso problema di DuckDuckGo. In futuro, a quanto dice il suo CEO, non sarà più così.

Il Rivoltoso Sconosciuto, ma quindi cosa è successo?

Nessuno ha dato una spiegazione vera. Nel corso della serata di venerdì e della giornata di sabato sono usciti anche altri articoli come ad esempio questo di Vice che ha chiesto spiegazioni a Microsoft. Microsoft ha ammesso che è stato solo un errore umano a cui ha posto rimedio. Senza aggiungere altro.

Un errore umano capitato casualmente nella data della ricorrenza del Massacro di Piazza Tienanmen e sempre casualmente con la frase Tank Man?

La cosa più probabile secondo noi? Microsoft è ormai abituata a piegarsi alle richieste della dittatura cinese pur di non perdere quella fetta di mercato 9 10 11. Con molta probabilità hanno attivato la censura per tutti anziché solamente per i residenti in Cina. Probabilmente è la cosa più verosimile.

Rimane l’inquietudine di non aver ricevuto nessuna risposta seria. Microsoft continuerà a riempirsi la bocca di diritti civili e a partecipare a campagne come #StopHateForProfit cercando di far dimenticare questo episodio che finirà come al solito dopo un paio di giorni nel dimenticatoio di internet.

A noi rimane la fastidiosa sensazione di essere rimasti in balia di una censura abominevole applicata in tutto il mondo per centinaia di milioni di persone. Rimane l’ansia e l’angoscia nel vedere quanto sia facile censurare un contenuto su internet quando una azienda controlla una enorme fetta di mercato (e nonostante tutto è anche piccola se confrontata con Google).

Google e gli altri

A proposito di Google, nel frattempo ci teniamo a sottolineare per completezza di informazione che abbiamo provato anche altri motori di ricerca come Google, Yandex, Startpage (che usa i risultati di Google), Presearch e Searx che invece non hanno avuto questo problema. O meglio, Searx lo ha avuto in parte: dipende se veniva abilitata la ricerca per immagini con Bing e Qwant.

Aggiornamento su Google: grazie a un vostro post sul gruppo Telegram aggiungiamo che la frase Tank Man già da tempo è censurata da Google in Cina 12. Sono solo stati più bravi a non far arrivare la censura in tutto il mondo come invece ha fatto erroneamente Microsoft.

Da parte nostra un grande applauso a Mojeek per la pronta risposta su Twitter e un forte aumento di interesse per Presearch e Searx che hanno dimostrato in maniera efficace come la decentralizzazione e l’utilizzo multiplo e simultaneo di più motori di ricerca può essere una possibile soluzione al predominio delle Big Tech. Rimane anche la curiosità di vedere come sarà Brave Search quando sarà completata l’indicizzazione dei contenuti anche per quanto riguarda immagini e video.

Grande delusione invece per Qwant che rimane l’unica azienda a non aver dato spiegazioni e ad aver lasciato la censura attiva per giorni.

Aggiornamento 07/06: nella serata di lunedì 7 giugno anche Qwant ha finalmente ripristinato il problema senza però dare nessuna spiegazione.

  1. Great Firewall su Wikipedia[]
  2. Popular Pirate Sites ‘Disappear’ From DuckDuckGo’s Top Search Results[]
  3. Gabriel Weinberg su Twitter[]
  4. Risposta di Mojeek su Twitter[]
  5. Brendan Eich su Twitter[]
  6. Tweet di Sampson[]
  7. ZsoltSandor su Twitter[]
  8. Sampson su Twitter[]
  9. Microsoft Accused Of Censoring Search Results — In The U.S.[]
  10. Microsoft helps China to censor bloggers[]
  11. Censorship in China – Wikipedia[]
  12. Google in Cina – Wikipedia[]

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Di skariko

Autore ed amministratore del progetto web LeAlternative