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Come monetizzare online? Le alternative

Articolo aggiornato il: 18 Ottobre, 2021

Parliamo quasi esclusivamente di progetti open source e spesso molti di questi sono anche dei progetti gratuiti. È per questo che oggi affronteremo una questione molto complessa: come monetizzare online?

È bene infatti ricordare che Free and Open Source Software (FOSS) non vuol dire gratis. Free as in free speech, not as in free beer. Ovvero Free come libertà, e non come gratis. In inglese infatti free significa sia libero che gratuito. Da qui l’incomprensione di alcuni sull’argomento (tipo lui).

Scherzi a parte, questa frase ovviamente non è nostra ma di Richard Stallman 1, il programmatore che diede vita al progetto GNU. Tutto il discorso GNU, Stallman e licenze libere se già non lo conoscete è a dir poco interessante e vi consigliamo quindi di approfondirlo sul sito GNU.org.

Open source non vuol dire gratis

Nonostante questa premessa questo non sarà un articolo sul software libero, ne hanno parlato già tantissimi prima di noi e probabilmente meglio di quanto noi potremmo fare. Come dicevamo questa premessa serviva solo per introdurre l’argomento monetizzazione.

Come guadagnare qualcosa su internet? Come monetizzare online? Esistono, fondamentalmente, alternative a Google Adsense e all’affiliazione di Amazon?

I principali metodi utilizzati sono infatti Google AdSense per i blog ed i siti e la monetizzazione di Youtube per i video. Entrambi i metodi sono di proprietà di Alphabet (Google) 2. Gli introiti di Alphabet infatti, come sappiamo, derivano principalmente dalla pubblicità. Se non sapete cosa sia AdSense ve lo spieghiamo brevemente: è il programma di Google per i banner pubblicitari. Oltre 11 milioni di siti utilizzano Adsense 3, praticamente la stragrande maggioranza dei banner che vedete su internet sono suoi.

Come monetizzare online? Le alternative a AdSense

Come potete immaginare non abbiamo potuto provare nessuno di questi prodotti personalmente a parte Brave Creators 4 e il programma di affiliazione di Infomaniak 5. Come sapete infatti abbiamo deciso di non avere nessun tipo di banner perché Le Alternative non nasce come sito per trarne profitto.

Abbiamo però letto molti commenti in rete e vi proponiamo quelli che pensiamo possano essere i metodi alternativi a Google AdSense più interessanti. Anche per questo motivo le recensioni sono molto corte, se qualcuno di voi ha qualche esperienza può segnalarcelo per email o sul nostro subreddit, sul nostro gruppo Telegram o nella nostra stanza Matrix!

EthicalAds

È il primo servizio che ci viene in mente, come potete capire dal nome offrono annunci etici complementari ai contenuti. Se cercate una vera alternativa etica a Google AdSense non andate oltre. EthicalAds è quello che fa per voi! È inoltre anche un progetto open source 6

AdRoll

È una delle soluzioni più utilizzate per la pubblicità sul proprio sito come alternative a Google AdSense. Ha oltre 25mila inserzionisti in tutto il mondo e potrebbe fare al caso vostro!

Brave

Come abbiamo già visto in precedenza grazie a Brave è possibile guadagnare dei BAT (una criptomoneta creata da loro). Basta solo diventare creatori certificati e chi utilizzerà il browser Brave potrà darvi un sostegno. Sono tantissimi i siti che ne fanno già uso, compresi noi. Tutti i progetti del collettivo Devol come ad esempio peertube.uno o mastodon.uno. Ma anche progetti grossi come Wikipedia, DuckDuckGo, Archive.org, The Guardian, Washington Post e davvero tantissimi altri.

Come monetizzare online? Le alternative alla monetizzazione di Youtube

Non viviamo nel mondo dei sogni e sappiamo bene che se si fanno video e si vuole raggiungere un pubblico ampio bisogna utilizzare Youtube. È secondo noi però necessario fare a meno della sua monetizzazione. Perché Google non è una società etica e anche perché la sua policy per le monetizzazioni è decisamente oltre ogni limite di decenza 7.

Se parliamo di pubblico adulto, infatti, è assolutamente reazionario togliere la monetizzazione ai video solo perché contengono una parolaccia. Gli algoritmi, poi, sappiamo non essere perfetti e alle volte tolgono anche le monetizzazioni a chi fa debunking 8 (gli sbufalatori). ¯\_(ツ)_/¯

Se vi interessa ne parla in suo video anche Mark The Hammer, uno youtuber e un musicista piuttosto famoso: guarda il video. Molti youtuber infatti hanno deciso di perdere la monetizzazione di YouTube in cambio di sponsor all’interno del proprio video. Questo fin quando Google glielo permetterà, ovviamente.

Per questo pensiamo sia fondamentale trovare reali alternative alla monetizzazione di YouTube e non solo compromessi utili fino a quando Google non deciderà che non vanno più bene.

Non abbiamo imparato nulla

Sono passati ormai quasi 50 (cinquanta!) anni da quando George Carlin sollevò il velo di Maya sulle “sette parole da non dire in televisione (e in radio)” 9. Le parole erano shit, piss, fuck, cunt, cocksucker, motherfucker, tits e Carlin pagò pesantemente per quello spettacolo: fu infatti arrestato per violazioni delle leggi locali. Per chi non conoscesse già la storia lo ripetiamo più lentamente perché può essere troppo assurdo per sembrare vero. Nel 1972 negli Stati Uniti è stato arrestato un comico perché durante un suo spettacolo utilizzò un linguaggio considerato volgare.

Sono passati cinquantanni e siamo ancora allo stesso livello. Se all’interno del video ci sono le famose sette parole di cinquantanni fa 10 allora è da considerare volgare e deve essere assolutamente demonetizzato.

Youtube in una GIF

L’ossessione statunitense per il linguaggio scurrile

Tutto questa follia censoria e questa ossessione per il linguaggio scurrile porta inevitabilmente a problemi (voluti e non) sulla demonetizzazione di video.

Le linee guida di buon comportamento infatti non parlano solamente di parolacce ma includono una serie di elementi che permettono a Google di censurare (anzi, di demonetizzare) anche le proteste di Hong Kong.

Perché, ad esempio, chi vende pubblicità non vuole di certo inimicarsi la Cina e Google, per ripararsi dalle critiche occidentali, si nasconde dietro il “contenuto non adatto agli inserzionisti” . Chi partecipa attivamente a tutto questo senza fare nulla per combatterlo è, inevitabilmente, complice. Spesso però chi guadagna con Youtube pensa ingenuamente che non ci siano alternative.

È proprio a loro che ci rivolgiamo: continuate pure a fare i video su Youtube, la platea è immensa e non avrebbe senso ignorare quella piattaforma. Ma visto che ne avete la possibilità postate il vostro video anche su altre piattaforme come PeerTube o LBRY e parlate di queste piattaforme nei vostri video. Mentre il primo è solo un aggregatore di video decentralizzato, dove comunque potete chiedere di essere supportati tramite donazioni, LBRY è una vera e propria piattaforma per guadagnare criptomoneta con i video (LBC) con tanto di sync automatico per i contenuti Youtube.

Sempre rimanendo su YouTube potreste diventare autori certificati Brave e ricevere BAT in quanto tali.

Donazioni e metodi alternativi

Dedichiamo infine l’ultimo capitolo proprio alle donazioni (ricordate Pepper & Carrot?). Non sottovalutate mai il potere dei fan e provate a chiedere delle donazioni per sostenere i vostri progetti. In questo modo gli unici a cui dovrete dare conto sono i vostri sostenitori e non ai capricci dei pubblicisti e delle Big Tech.

Se siete interessati ad approfondire c’è anche il nostro articolo sulle alternative a Patreon dedicato all’argomento.

Liberapay

Liberapay è probabilmente la migliore alternativa etica per le donazioni. Migliore perché non prende nessun tipo di commissione, inoltre è un progetto open source 11 sponsorizzato, tra gli altri, dal buon Bitwarden.

Ko-fi

Un’altra alternativa interessante per ricevere donazioni. Il loro piano base è gratuito e non vi verrà chiesto alcun tipo di commissione.

Patreon

Patreon è generalmente sconsigliato da chi suggerisce alternative etiche. Principalmente perché trattiene commissioni troppo alte, a partire dal 5% di tutto quello che guadagnate, fino ad arrivare al 12% 12. Se pensate che per voi sia sostenibile, è sicuramente una buona scelta.

Buy Me A Coffee

Un altro metodo che troviamo spesso in fondo alle pagine è Buy Me A Coffee. Anche loro però, come Patreon, richiedono il 5% su tutte le transazioni. Offrono però maggiori servizi premium rispetto a Patreon, potete vedere qui una comparazione.

Flattr

Altro metodo innovativo per supportare i creatori di contenuti. Di Flattr ne ha parlato anche Mojeek 13. In pratica con un abbonamento di 5$ al mese potete donare a tutti i siti che partecipano a questo programma utilizzando la loro estensione. Alcuni siti che partecipano al programma: EFF, GIMP e OpenStreetMap.

Come monetizzare online? Le affiliazioni

Ultimissima postilla: le affiliazioni. È il modo con cui guadagna, per esempio, DuckDucKGo 14. Anche noi abbiamo deciso di provare a utilizzare le affiliazioni di Infomaniak 5, il nostro hosting.

Dunque al posto di banner messi a casaccio quasi sempre inutili, fate una collaborazione con qualcuno del settore per sponsorizzare i suoi contenuti. DuckDuckGo purtroppo ha affiliazione con Amazon, voi potreste cercare qualcosa di più etico e più adatto al vostro prodotto.

Altrimenti attraverso il browser Brave potete diventare autori verificati e ricevere dunque micro-donazioni dai propri utenti. Noi lo siamo, quindi se qualcuno utilizza Brave può inserirci nel suo contributo automatico!

Una delle affiliazioni più famose è quella di Amazon. Noi non la faremo mai. Perché nel nostro mondo ideale Amazon non dovrebbe sfruttare i suoi lavoratori 15. Anche e soprattutto visto quanto guadagna Jeff Bezos. Tralasciando ovviamente tutta la storia della sua compagnia di videosorveglianza chiamata Ring.

Qui trovate una lista di alternative ad Amazon e diversi motivi (in continuo aggiornamento) per non utilizzarlo.

  1. Free as in freedom su Wikipedia[]
  2. Alphabet[]
  3. Websites using Google Adsense[]
  4. Trasparenza[]
  5. Infomaniak è il nostro hosting e ci sembra molto affidabile. Questo è un link affiliato: l’unico che troverete su questo sito[][]
  6. Ethical Ad Server su GitHub[]
  7. Linee guida relative ai contenuti idonei per gli inserzionisti[]
  8. Butac su Twitter[]
  9. Seven dirty words su Wikipedia[]
  10. Inappropriate language[]
  11. Liberapay su GitHub[]
  12. Patreon pricing[]
  13. Frictionless Donations Support an Open Web[]
  14. Advertising and Affiliates[]
  15. ‘Ecco come Amazon ci spreme fino allo sfinimento’. Parlano due magazzinieri del centro di smistamento di Piacenza[]

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