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Degooglizzazione

Ultimo aggiornamento: 22 Aprile, 2022

Leggiamo sempre e costantemente i suggerimenti e le domande che ci vengono fatte, soprattutto sul nostro gruppo Telegram e in quello Telegram/Matrix. La degooglizzazione è uno degli argomenti più caldi, più richiesti e che portano anche molta confusione tra chi vuole iniziare un processo in tal senso.

Pe questo motivo abbiamo pensato di creare una sorta di guida alla degooglizzazione, fatta in ordine di difficoltà e con dei punti chiari e precisi. Fermo restando che ognuno di noi è fatto diversamente e che c’è a chi piace “partire in quarta” e cancellare tutto e a chi invece piace fare le cose con molta calma facendo un passetto alla volta. Così come le necessità di ognuno sono diverse e non si deve quindi criticare chi fa troppo poco così come non si deve prendere per oro colato tutto quello che dice chi fa “troppo”.

Prima di iniziare vi ricordiamo che su Le Alternative, per scelta e volontà, non affrontiamo processi complessi ma solo alternative davvero alla portata di tutti. Per questo motivo su questo articolo non troverete nulla su adb, per esempio, ma se volete potete leggerne ad esempio qui.

Cosa significa degooglizzazione?

Partiamo intanto dalle base. Degoogle è un neologismo nato, secondo Wikipedia, non in un’unica occasione ma è stato utilizzato sempre di più nel corso degli anni. Già dal 2013 si iniziava a parlare di Android Kindle Fire come un “Android degooglizzato1. Successivamente la parola ha preso piede anche tra gli specialisti e anche a noi piace utilizzarla dopo averla italianizzata in degooglizzazione (non è una nostra invenzione, siamo abbastanza certi di averla letta da qualche parte in italiano, come ad esempio sul sito dei devol).

Si tratta, in sostanza, di cercare di lasciar fuori Google dalla propria vita. O quantomeno provarci il più possibile perché, come vedremo, non è davvero per nulla facile. I processi secondo noi si possono riassumere in 4 punti cardine fondamentali:

  1. Facile
  2. Medio
  3. Avanzato
  4. Degooglizzato

Degooglizzazione

Questa lista è da prendere come una guida da riprendere in più tempi. Non è consigliato (poi fate un po’ come vi pare, ovviamente) leggere la lista e pensare di completare immediatamente tutti i punti. A nostro modo di vedere le parole d’ordine sono: prendetevi il tempo necessario.

La guida è qui, usatela come spunto e tornateci di tanto in tanto per vedere a che punto siete e se riuscite a fare un passo in avanti o se non è ancora il caso ed è meglio aspettare un po’.

1. Facile

Per iniziare il processo di degooglizzazione è secondo noi necessario pensare a quanti servizi di Google utilizziamo, spesso inconsapevolmente, e cercare di capire di quali possiamo fare completamente a meno e di quali invece ne avremo sicuramente bisogno qualche volta.

Affrontiamo intanto quelli che sono dei veri e propri servizi di Google, app preinstallate sul vostro smartphone Android che la maggior parte delle persone utilizzano e che bisognerà cercare di farne a meno.

I più semplici da abbandonare secondo il nostro parere sono:

  • Gmail, sappiamo che questo punto non mette tutti d’accordo ma Gmail è solo un’email. È più semplice che cambiare il proprio numero di telefono anche perché non siete nemmeno obbligati a dirlo a tutti, vi basterà inoltrare tutte le email al vostro nuovo indirizzo (potete scegliere qui un provider nuovo) e mettere una risposta automatica che dice: “grazie, le prossime email mandamele sul nuovo indirizzo”. Qui trovate una nostra guida per andarsene da Gmail. È importante capire che abbandonare Gmail non vuol dire andare da cento a zero in un giorno, è un processo che può richiedere anche settimane ma che vi verrà naturale e semplice. Se poi avrete la bella idea di acquistare un dominio e di utilizzarlo come mail non sarete mai più vincolati a nessun provider e quando vorrete passare da “xxx” a “yyy” potrete farlo cambiando solo due impostazioni e senza dire nulla a nessuno. Esattamente come quando cambiate, per esempio, da Vodafone a Tim, né più né meno. Questa è un’operazione leggermente più complessa e meno adatta ai principianti, ma non essendo eccessivamente difficoltosa arriverà presto anche una guida per farlo.
  • dopo Gmail viene naturale pensare che è il momento di provare ad abbandonare le applicazioni a essa collegate: Google Contatti e Google Calendar. Se vi siete sempre trovati comodi con Google esistono alternative “tutto incluso” come Infomaniak, Mailbox, Kolab Now o anche Mailfence. Queste alternative, a differenza di Google, sono a pagamento e vivono grazie a questo: non utilizzano i vostri dati personali per guadagnare. Anche la suite Nextcloud è perfetta per cambiare tutto in una volta sola. In alternativa potete benissimo utilizzare qualsiasi altra email e per i calendari/contatti sfruttare un sistema diverso, come ad esempio Fruux. Ci teniamo a ricordarvi che tutti i suggerimenti sono pensati ad hoc (e provati da noi) per avere soluzioni semplice e funzionanti. Non suggeriamo mai prodotti di cui abbiamo diversi dubbi riguardato la loro efficacia o semplicità di utilizzo;
  • il motore di ricerca di Google, anche questo è facilmente sostituibile ad esempio utilizzando Startpage, Brave Search o il più famoso DuckDuckGo. Ma di alternative ce ne sono davvero tantissime, come ad esempio Ecosia che utilizza parte dei ricavati per piantare alberi in giro per il mondo (anche se usa le ricerche di Bing). Ricordatevi sempre che Google è comunque sempre lì raggiungibile, se proprio con questi motori di ricerca non trovate quello che stavate cercando potete utilizzare per alcune ricerche anche Google. In alcuni casi come DuckDuckGo e Brave Search è anche molto semplice, basta aggiungere !g alla fine della propria ricerca. Per Ecosia basta aggiungere invece #g;
  • Google Chrome, anche qui è davvero semplicissimo. Se proprio non riuscite a mandare giù Firefox potete provare browser come Brave che utilizza lo stesso motore di Chrome. Non vi accorgerete nemmeno di aver cambiato browser e in compenso avrete un browser che vi protegge dalla pubblicità, dal fingerprinting e dai traccianti;
  • togliete a Google i permessi per spiarvi. In questa fase siete ancora vincolati con il vostro profilo Google su Android, state ancora scaricando molte applicazioni dal Play Store e, se siete di quelli che “accettano sempre tutto”, Google probabilmente vi conosce molto più di quanto potete immaginare:
    • i tuoi dati nella Ricerca, disattivate il disattivabile: il salvataggio della cronologia e i risultati personali. Questi ultimi con molta probabilità servono più a Google per conoscervi meglio che a voi. Scorrete e, pian piano, disattivate tutto;
    • i tuoi dati nell’assistente, come prima: disattivate il disattivabile. Se proprio vedete qualcosa di cui non potete fare a meno lasciatelo ma noi ve lo sconsigliamo;
    • i tuoi dati in Maps, come sopra disattivate anche qui quello che trovate.

Basta poco per togliere potere a Google!

Provate a immaginare quanto potere state togliendo a Google solamente eliminando queste prime applicazioni: Google non conoscerà più tutte le vostre email, non potrà più dunque collezionare e scoprire i vostri acquisti e i vostri viaggi né le vostre conversazioni private. Inoltre non potrà più conoscere i vostri appuntamenti giornalieri e se avete eliminato anche Google Drive come suggerito non saprà nemmeno quali file avete e cosa contengono.

Non conoscerà più la vostra cronologia di posizione, né conoscerà tutto quello che cercate su internet.

Lo sapevate ad esempio che un classico Google Pixel invia circa 1MB di dati a Google ogni 12 ore? E che alcune applicazioni Google come Chrome, Documenti, Messaggistica, Ricerca e YouTube inviano dati ogni 10-20 minuti? 2

Per “non conoscerà” intendiamo chiaramente che non potrà facilmente (e legalmente) associare questi dati al vostro account Google. Ci sono molti modi per sapere comunque che “siete voi”, grazie ad esempio al fingerprinting. Ma lasciate a loro il lavoro sporco per, eventualmente, identificarvi e far combaciare tutti i pezzi del puzzle per il loro marketing. Non c’è nessun motivo per cui voi dobbiate facilitargli il lavoro o addirittura lavorare gratis per loro 3.

Ora, se non utilizzate più queste applicazioni, potete passare a disattivarle perché non è quasi mai possibile disinstallarle (facilmente), purtroppo. Per farlo normalmente vi basterà andare in impostazioni –> App, selezionare l’applicazione e premere su “Disattiva“.

1.2 Netguard

Un piccolo passo avanti che potete fare è, dopo aver disattivato le applicazioni, provare a bloccarne la connessione attraverso applicazioni come Netguard. Netguard infatti vi permette di bloccare la connessione di qualunque applicazione, anche quelle di sistema. Usatelo con cautela anche se non potete rompere nulla di definitivo, mal che vada lo disinstallate e torna tutto come prima.

Generalmente comunque vi basterà fare un piccolo passo alla volta togliendo la connessione soprattutto ad applicazioni che conoscete come Gmail, Google Drive e simili, lasciando magari da parte quelle del sistema operativo. Questa operazione è molto utile perché vi permette di essere un po’ più sicuri del fatto che non passino dati da quelle applicazioni (anche se non è detto che questo non avvenga del tutto).

2. Medio

Già con il primo procedimento siete, a nostro parere, molto più al sicuro dai tentacoli di Google. Gli avete tolto potere e non vi conoscerà più così intimamente come prima. Ora vediamo come possiamo passare al livello successivo.

A nostro modo di vedere il passo successivo è riuscire a eliminare, per quanto possibile, le applicazioni che dipendono da Google. Grazie a questo processo potrete successivamente disaccoppiare il vostro smartphone Android dal vostro account Google.

Sapete infatti che non è obbligatorio avere un account Google per utilizzare uno smartphone Android?

È una di quelle cose che in pochi conoscono e che chi conosce dà spesso come informazione scontata. Nel mondo comune invece sono in molti addirittura a stupirsi quando vedono funzionare uno smartphone senza SIM, per questo motivo cerchiamo sempre di specificare tutto e di spiegare qualunque cosa in maniera semplice.

Dicevamo, l’obiettivo in questo livello dunque è riuscire a eliminare il proprio account Google da Android. Nessuna paura: non dovete cancellare il vostro account Google per sempre, anzi questa è un’operazione decisamente sconsigliata.

Ora provate a non utilizzare più il Play Store (potete anche disattivarlo dalle impostazioni) e installate Aurora Store. Grazie ad Aurora potrete scaricare le applicazioni dal Play Store senza avere un account Google associato.

Attenzione: se avete acquistato qualche applicazione nella versione premium con Aurora Store non potrete scaricare la versione pro. Le soluzioni a questo problema sono due:

  • provate a contattare l’azienda spiegandogli cosa state facendo, dicendogli che avete già effettuato il pagamento Premium e se possono darvi un codice per abilitare la versione Premium senza avere un account Google. Per esperienza personale vi assicuriamo che sono molte le aziende che non hanno problemi ad aiutarvi;
  • potreste provare a fare login su Aurora Store con il vostro account Google, quello con cui avete fatto gli acquisti. Questa operazione è possibile ma non del tutto consigliata in quanto potenzialmente il vostro account potrebbe essere chiuso o rimosso da Google 4. Non conosciamo nessuno a cui è successo ma è una cosa che potrebbe succedere: tenetene conto.

In questo momento e in questa fase avete ancora uno smartphone Android normalissimo, avete però tolto molto potere a Google e avete maggiore consapevolezza di quello che avete tra le mani. Ora potete anche provare a pensare di andare in Impostazioni/Account e rimuovere l’account di Google associato al vostro smartphone!

Le nuove applicazioni potrete scaricarle tramite Aurora Store, il vostro indirizzo email di Google non sarà più in qualche modo associato alla vostra persona e al vostro smartphone.

2.1 Isolare le applicazioni

Aggiungiamo un punto al livello medio perché esistono anche soluzioni interessanti per poter utilizzare in maggiore sicurezza alcune applicazioni nel caso ne fossimo obbligati. Se ad esempio dobbiamo per forza utilizzare Whatsapp perché il gruppo “xxx” utilizza solamente quello possiamo provare a installarlo sul profilo di lavoro di Android. Il profilo di lavoro è un profilo completamente separato e isolato da quello principale sul quale possiamo far girare applicazioni.

Per farlo vengono in nostro soccorso due applicazioni molto semplici da utilizzare: Shelter (Play Store e F-Droid), Insular (F-Droid) oppure Island (Play Store). Tutte e tre sono applicazioni open source e gratuite che vi aiuteranno appunto a installare determinate app separatamente. Può essere dunque un’idea interessante e intelligente per usare applicazioni che non vorremmo utilizzare. Ne parleremo più avanti in un articolo dedicato.

Intanto qui su Reddit (link Teddit) una breve spiegazione su come funziona il profilo lavoro.

3. Avanzato

Superati indenni i primi due punti ora possiamo iniziare a valutare di cambiare il sistema operativo del nostro smartphone. Avremo sempre Android ma nella sua versione degooglizzata. Ora ci spaventa un po’ meno questa frase visto che siamo già avanti e sappiamo bene che senza Google si può vivere senza grossi problemi.

In questa fase potete pensare di rinunciare alla versione stock del vostro smartphone che normalmente è piena di monnezza applicazioni proprietarie e iniziare a pensare ad uno smartphone tutto nuovo!

Piccola nota: nel caso non fosse ovvio, ci teniamo a sottolineare una cosa. Non intendiamo ovviamente invogliarvi a cambiare smartphone quando non strettamente necessario. Intendiamo dire che, nel momento in cui vi troviate a dover cercare un nuovo smartphone, potreste iniziare a pensare di prenderlo già degooglizzato.

  • Se pensate di avere le capacità tecniche potete dare un occhio ai sistemi operativi LineageOS, /e/ oppure CalyxOS. Cliccando sopra questi tre link verrete portati nelle rispettive pagine dove vi verrà detto quali smartphone sono supportati e come fare a mettere questo sistema operativo sul vostro smartphone;
  • come dicevamo questa non è un’operazione semplice e adatta a tutti. Esistono però in commercio smartphone con sistemi operativi alternativi preinstallati! È il caso di /e/ ma anche di iodé. In entrambi i casi trovate una nostra recensione: qui quella di /e/ e qui quella di iodé.
    Questi smartphone non necessitano di alcuna conoscenza tecnica e vengono venduti già con il sistema operativo alternativo preinstallato.

Ora siete nella fase avanzata della degooglizzazione, dunque potete anche pensare di avere uno smartphone davvero degooglizzato. Questi sistemi operativi che vi stiamo suggerendo hanno al loro interno il progetto microG che permette di simulare i servizi di Google. Questo serve per far funzionare la stragrande maggioranza di applicazioni disponibili sul mercato. Non tutte però purtroppo dunque prima di questa operazione vi consigliamo caldamente di guardare la nostra lista su Le Alternative | À la carte, venire nel nostro gruppo Telegram o di consultare il sito Plexus.

In questo modo potete scoprire se alcune delle applicazioni per voi fondamentali funzionano con microG o meno. Come dicevamo funzionano quasi tutte, tuttavia alcune come quella di Intesa San Paolo oppure Enjoy danno problemi. In questo caso, se non siete esperti, vi consigliamo di rinunciare a questa fase o di utilizzare un altro smartphone a basso costo solo per quelle applicazioni indispensabili che non vi funzionano.

4. Degooglizzato

Complimenti!

Sono davvero pochissimi quelli che sono riusciti ad arrivare fino a qui. In questa fase potete eliminare addirittura microG dalla vostra vita e utilizzare solo ed esclusivamente applicazioni presenti su F-Droid o su store alternativi.

Significa che non utilizzate nessuna applicazione presente sul Play Store, non avete assolutamente bisogno dei servizi di Google e riuscite a utilizzare quotidianamente il vostro smartphone senza alcun problema.

Il sistema operativo per eccellenza in questa fase probabilmente è GrapheneOS oppure anche CalyxOS senza installare microG. In alternativa se non te la senti di installare in autonomia un sistema operativo sul tuo smartphone puoi comunque provare a comprare uno smartphone online da /e/ oppure da iodé e disattivare microG.

4.1 Degooglizzato e deandroidizzato

Se volete fare un ulteriore passo in avanti potreste addirittura pensare di eliminare del tutto Android dalla propria vita. Esistono infatti smartphone con installato Linux, è il caso di Ubuntu Touch, di PinePhonePlasma Mobile e Librem 5. Sono tuttavia progetti in fase di sperimentazione e nessuna applicazione di Android vi funzionerà. È adatto a voi se avete intenzione di utilizzarlo solo con le applicazioni disponibili su Linux o tramite WebApp.

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Di skariko

Autore ed amministratore del progetto web LeAlternative

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