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Ente

Difficoltà: ◉○○○

Abbiamo deciso di parlarvi di un progetto open sourceOpen source (open source vuol dire che il codice sorgente è accessibile a tutti e chiunque può vedere cosa c’è dentro. Leggi anche Software Libero.) davvero molto interessante: Ente è un’ottima alternativa a Google Photos, probabilmente una delle migliori. E vi sveliamo subito che siamo riusciti a ottenere anche il 10% di sconto per chi volesse provarlo: vi basterà aggiungere il codice LEALTERNATIVE valido solo per il primo anno di utilizzo. (per gli utenti Apple: dovete iscrivervi tramite web o Android perché su iOS non si possono aggiungere coupon. Tuttavia dopo esservi iscritti potrete usare anche l’app per iOS). Ci teniamo a sottolineare che, come sempre accade, questo non è un referral ma solo un codice sconto, significa che a noi non arriverà nulla se vi iscrivete con questo codice. Se invece siete degli studenti contattateli perché c’è il 30% di sconto per voi.

Fatta questa piccola ma doverosa premessa, iniziamo a parlare di Ente. Come molti di voi sanno già purtroppo il mondo delle alternative a Google Photos non pullula di applicazioni interessanti. Parliamo ovviamente di software in cloud interamente dedicati agli album fotografici perché se invece vi basta caricare foto e video e vederli come file e cartelle allora potete utilizzare qualsiasi alternativa a Google Drive senza cercare altro.

Ente: i pregi e i difetti

Una mini-tabella riassuntiva su quelli che pensiamo essere i pregi e i difetti di Ente. Nell’articolo spieghiamo bene le varie posizioni.

PregiDifetti
crittografia zero-knowledgeCrittografia zero-knowledge Spiegato in breve: in italiano si dice “dimostrazione a conoscenza zero”, significa che nessuno può accedere in alcun modo ai vostri dati a parte voi. Spiegazione lunga: guida su bit2me Academy. Spiegata con esempi pratici e in maniera più divertente su: gli studenti di oggi. (anche i metadati) giurisdizione statunitense
sviluppatori attivi che rispondono sempre utilizzano Cloudflare (dopo la crittografia)
grafica moderna e piacevole collezionano IP e user agent
condivisione album leggermente più costoso di altri cloud
possibilità di condividere il proprio account con 5 membri della famiglia video un po’ lenti nel caricarsi per via della crittografia (10sec circa a video)
backup automatico delle foto nessun audit indipendente
accettano criptovalute
importazione da Google Photos rapida
server in Europa
iscrizione solo con email
si può scaricare l’apk auto-aggiornante senza passare dal Play Store

Ente è forse la migliore alternativa in cloud a Google Photos

Come sappiamo di alternative in self-hostingSelf-hosting Significa gestire in autonomia un server sul quale far girare i vari programmi al posto di pagare qualcuno che li gestisca per voi. Un esempio pratico? Installare in autonomia Nextcloud per le foto ed i file su un vostro server anziché pagare un provider che lo faccia per voi. È in assoluto la cosa migliore per quel che riguarda la privacy, ma è decisamente sconsigliato se non sapete cosa fare perché in questi casi il rischio sicurezza è maggiore del rischio privacy. ce ne sono diverse come ad esempio Piwigo, l’ottimo PhotoPrism oppure anche Immich. Ma per chi non vuole smanettare e vuole un sistema tutto incluso, con semplicità di condivisione degli album e un’interfaccia grafica adatta alle fotografie e ai video, non esistono molte alternative soprattutto se eliminiamo le Big Tech, ovvero Google Photos e Amazon Photos.

Un’altra realtà della quale potremmo parlare più avanti è Stingle Photos, tuttavia ci è sembrato molto più interessante parlarvi innanzitutto di Ente: la comunità che c’è intorno è molto più entusiasta e partecipativa, gli sviluppatori sono onnipresenti e le varie applicazioni vengono aggiornate costantemente con novità continue.

Stingle Photos, invece, nonostante abbia più download sul Play Store rispetto a Ente, sembra essersi un po’ arenata nello sviluppo. Per capirci meglio: l’ultimo aggiornamento vero dell’applicazione di Stingle Photos per Android risale a dicembre 2021, la loro chat ufficiale su Telegram è decisamente (troppo) silenziosa, l’applicazione per desktop e la versione web viene rimandata da anni e il servizio ci è sembrato in generale più lento rispetto a quanto abbiamo potuto osservare su Ente.

Ente e i server in Europa

Una delle cose che invece ci è piaciuta più di Ente è il fatto che i dati vengono memorizzati tutti su server europei che sono situati in Olanda, Francia e Germania 1.

È inoltre possibile visualizzare le immagini ovunque: esiste un’applicazione mobile per Android (anche su F-DroidF-Droid È lo store di cui parliamo più spesso, è come il Play Store di Google ma contiene solo ed esclusivamente applicazioni open source. Installarlo è altrettanto semplice: andate su f-droid.org dal vostro cellulare. Cliccate su “SCARICA F-DROID“. Vi scaricherà un file .apk. Non preoccupatevi, è l’estensione standard di tutte le applicazioni. Cliccate sopra questo file e installatelo. Potrebbe chiedervi di consentire l’installazione da app da fonti esterne perché di suo Android non vuole che utilizzate qualcosa di diverso dal Play Store. Autorizzate e avrete installato F-Droid sul vostro cellulare!) e iOS. Su desktop c’è un’applicazione per Windows, macOS e Linux. È possibile anche visualizzare le foto e i video caricati su qualsiasi browserBrowser Ultimamente, con Google che fa di tutto e di più, c’è un po’ di confusione. Il browser è il programma che utilizzate per navigare su internet. Può essere Google ChromeFirefoxBraveEdgeSafariDuckDuckGo Browser e via dicendo. Il motore di ricerca è un’altra cosa..

Insomma tutto questo si aggiunge alle già note positive accennate all’inizio, ovvero gli sviluppatori sempre con una risposta pronta e molto attenti nei confronti dei loro utenti (Discord e Matrix).

L’architettura e la crittografia zero-knowledge

L’architettura di Ente permette l’archiviazione di fotografie e video con crittografia zero-knowledge: significa che nessuno, nemmeno loro, possono vedere quello che avete caricato su Ente. Tutto viene crittografato e voi sarete gli unici a possedere la chiave per decriptare il tutto. Tutto è open source e verificabile.

Veniamo ora all’applicazione vera e propria. Come sempre prima di parlarne l’abbiamo testata per diverse settimane e ci è sembrata davvero ben fatta e con pochi problemi.

Le caratteristiche di Ente

La grafica è moderna e gradevole. È possibile sincronizzare qualsiasi cartella contenente foto o video del proprio smartphone, comprese ovviamente quelle fatte dal proprio dispositivo, oppure potete lasciare tutto disattivato e caricare solamente le foto che desiderate.

Nella tab della home iniziale vedrete tutte le foto presenti su Ente e quelle in attesa di caricamento sul cloud (segnalate da una nuvoletta con una x, può capire se decidete di caricare le foto solo in presenza del Wi-Fi).

Nella tab dedicata agli album trovate tutti gli album che avete creato su Ente ordinabili per nome o per data di caricamento. Gli album hanno una foto predefinita che attualmente non si può modificare (ma è una delle funzioni che sarà presente più avanti) ed è la prima dell’album.

Poi troviamo la tab relativa agli album condivisi e qui vogliamo aprire un punto a parte.

Condivisione degli album

Per condividere un album con qualcuno si hanno due scelte: tramite link (e può vederlo chiunque abbia il link} oppure inserendo la mail di un altro utente Ente. In questo caso la persona se la troverà automaticamente nella sezione “album condivisi con me“.

L’account su Ente una persona se lo può fare autonomamente oppure quando si acquista un pacchetto a pagamento si può decidere di condividere il proprio spazio con altri 5 membri della famiglia creando loro un account. In questo caso loro avranno un account Ente e avranno anche a disposizione il tuo spazio nel caso volessero usarlo.

Infine troviamo la tab delle impostazioni. Per essere un servizio indipendente che esiste da poco più di due anni 2 sono presenti molte impostazioni davvero interessanti:

  • il backup può avvenire automaticamente oppure manualmente ed è possibile escludere i video (in caso si volesse risparmiare sullo spazio occupato);
  • c’è un sistema di riconoscimento immagini che vi permette di eliminare foto doppie e un altro sistema che vi permette di liberare spazio dal vostro sistema eliminando foto già caricate sul Ente;
  • è possibile impostare l’autenticazione a due fattori;
  • si può bloccare l’apertura dell’applicazione con un PIN oppure sfruttando il riconoscimento biometrico (le impronte digitali);

La modifica delle date e degli orari

Un’altra caratteristica interessante è la possibilità di modificare data e orario della fotografia o del video. È secondo noi un’opzione assolutamente interessante soprattutto per chi si porta dietro fotografie o video vecchi che hanno perso i metadati. In questo caso potrete creare degli album vecchi inserendo anche delle date, vere o approssimative, rendendoli più semplici da cercare e più pratici da visualizzare.

Importare da Google Photos

Un’altra delle caratteristiche interessanti è la possibilità di importare direttamente dal file takeout che vi crea Google nel momento in cui decidete di scaricarvi tutte le foto del vostro account. Dunque la migrazione da Google Photos a Ente è facile e indolore, soprattutto ora che Google non regala più lo spazio gratuito per chi vuole archiviare foto e video in qualità originale. Qui potete trovare una nostra guida per andarsene da Google Photos.

Ente: le novità in arrivo

Seguendo la loro roadmap e leggendo i loro canali di supporto possiamo dirvi quali dovrebbero essere le caratteristiche in arrivo nei prossimi mesi e anni:

  • poter decidere quale foto deve fare da copertina per gli album;
  • ricercare le foto in base alla loro localizzazione;
  • editor di immagini per la versione web (su Android c’è già);
  • inserire dei tag nelle immagini per ritrovarle con più facilità;
  • possibilità di collaborazione tra i vari utenti: ad esempio condividere un album e permettere alla persona con cui l’abbiamo condiviso di aggiungere delle immagini;
  • permettere di caricare le foto in qualità diverse da quella originale;

Ovviamente se decidete di iscrivervi fatelo per quello che è Ente oggi e non per quello che sarà: non sappiamo infatti quando verranno inserite queste novità.

Ente: le note negative

Dobbiamo ammettere che non abbiamo trovato molti lati negativi su Ente, sempre che siate d’accordo nel lasciare le vostro foto in cloud ovviamente. Ci sono comunque alcuni aspetti che possono non convincere del tutto, ad esempio da poco sono passati dalla giurisdizione indiana a quella statunitense 3.

Oltre a questo sappiamo che utilizzano Cloudflare per l’upload dei file crittografati 4 per rendere il tutto molto più rapido e veloce.

Questi, in realtà, non sono dei problemi a livello di sicurezza o di privacy perché i file che viaggiano su Cloudflare sono ovviamente crittografati e così rimangono sui server europei di Ente che, come detto, risiedono in Europa. Inoltre oltre alle foto anche i metadati sono crittografati 5

Questo significa che se anche venissero in qualche modo obbligati a dare conto di qualche utente, non potrebbero consegnare nulla (collezionano solo IP e user-agent) se non dei file crittografati e la chiave ce l’avete soltanto voi.

È un po’ il discorso che vale per Signal che utilizza e ha utilizzato in passato AWS 6 e i server di Microsoft 7 o quello di utilizzare Cryptomator su Google Drive. Il problema è principalmente etico, non di sicurezza.

I dati che Ente colleziona su di voi

Ricordiamo anche che Ente non richiede alcun tipo di dato personale ma solamente una mail e i pagamenti vengono effettuati tramite Stripe (oppure con criptovalute) senza che loro tengano traccia di alcun dato. Le informazioni che hanno su di voi sono: indirizzo IP e user agent 8. Che non è poco, attenzione. Però loro da sempre dichiarano di essere un servizio che offre privacy, non anonimato. Insomma il discorso è quello che facciamo sempre anche noi: se avete la necessità dell’anonimato non è probabilmente il caso usare un cloud online per le foto.

Leggendo il loro blog si scopre come abbiano tentato inizialmente di diventare una società europea ma per farlo erano necessari delle sedi fisiche che loro non hanno. Gli Stati Uniti, dicono sempre attraverso il loro blog, è il miglior compromesso che hanno trovato.

Audit indipendenti

Ente non è ancora stata oggetto di nessun audit indipendente, almeno a livello ufficiale. A livello ufficioso, invece, secondo gli sviluppatori la loro architettura è stata già revisionata da diverse persone esperte nel settore 9. Questo ovviamente vuol dire tutto e niente, almeno fin quando non sarà rilasciato un certificato ufficiale.

Sempre leggendo e seguendo la loro chat scopriamo che stanno sostanzialmente aspettando di completare alcuni passaggi e miglioramenti come l’aggiornamento delle loro API 10. Questa cosa ha un suo senso visto che Ente è ancora alla versione 0.6 e non avrebbe alcun senso pagare per un audit indipendente se poi la loro struttura dovrà essere, a breve, modificata rendendo di fatto già obsoleto l’eventuale audit ricevuto.

Ci teniamo comunque a dirlo visto che è una cosa importante che potrebbe anche farvi desistere dal provare Ente, in attesa di certificazioni ufficiali. Fino ad ora, visto che li seguiamo da tempo, possiamo dirvi che lavorano bene e che mantengano quanto annunciato.

I costi

Il costo del cloud è abbastanza alto 11, soprattutto perché parliamo di caricare solamente foto e video, ma nemmeno troppo se pensiamo che è tutto crittografato e per ora sembra tutto funzionante e veloce. Parliamo comunque di:

  • 9.99€ l’anno per 10GB
  • 49.99€ per 100GB
  • 99.99€ per 500GB
  • 249.99€ per 2000GB.

Un altro punto su questo aspetto: i video sono lenti a caricare proprio per via della crittografia. In media prima di poter aprire un video in cloud si devono aspettare una decina di secondi. Anche questa è una cosa che, secondo gli sviluppatori, verrà sistemata permettendo lo streaming di video a bassa qualità riducendo così i tempi di caricamento 12.

L’ultima critica riguarda il login. Per motivi di sicurezza per fare il primo login su un dispositivo serve sempre l’accesso via email, anche se è già attiva l’autenticazione a due fattori. Significa che inserirete il vostro username, vi arriverà una mail con un codice, inserirete il codice e poi metterete la vostra password. Infine vi verrà chiesto anche il codice 2FA. Questo, come detto, avviene solo al primo collegamento del dispositivo, anche questo aspetto tuttavia è in osservazione per capire se migliorabile 13

Scarica e utilizza Ente

Concludiamo l’articolo lasciandovi qualche link utile. Vi ricordiamo che siamo riusciti a ottenere anche il 10% di sconto per chi volesse provarlo: vi basterà aggiungere il codice LEALTERNATIVE (per gli utenti Apple: dovete iscrivervi tramite web o Android perché su iOS non si possono aggiungere coupon. Tuttavia dopo esservi iscritti potrete usare anche l’app per iOS).

Inoltre ci sono i loro canali di comunicazione dove, come detto, sono molto attivi:

Hai domande o qualche commento su questo articolo? Trovi la comunità di Le Alternativa su Feddit, su Matrix oppure Telegram.

  1. Where is my data stored?[]
  2. I’m building an E2EE alternative to Google Photos[]
  3. Reflections on trusting trust[]
  4. Making uploads faster[]
  5. However the data they do receive would be useless because it’s encrypted (photos and metadata)[]
  6. A letter from Amazon[]
  7. Scaling secure enclave environments with Signal and Azure confidential computing[]
  8. What information do we collect?[]
  9. In the meanwhile, just so you know, we’ve had independent audits of our architecture done by folks at IBM Research[]
  10. The other reason for pushing the external audit is that our APIs are currently in a state of flux.[]
  11. Ente pricing[]
  12. This is totally in the queue of things we will do soon, but unfortunately not yet in sight 😔 just too many other things to wrap up first. But we’ll get to this.[]
  13. So I’ll want to think if we can merge some of the steps without compromising on security.[]

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Categorie: Google

Di skariko

Autore ed amministratore del progetto web LeAlternative

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