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Cuccioli puffosi, aspirapolvere occhiuti, telecamere volanti

Gli articoli di Cassandra Crossing sono sotto licenza CC BY-SA 4.0 | Cassandra Crossing è una rubrica creata da Marco Calamari col "nom de plume" di Cassandra, nata nel 2005.

Cassandra e quell’irresistibile voglia di mettersi in casa oggetti inteliggenti.

Questo articolo è stato scritto il 11 ottobre 2022 da Cassandra

Cassandra Crossing 518/ Cuccioli puffosi, aspirapolvere occhiuti, telecamere volanti

Cosa volete in casa?

Le meraviglie ed i progressi dell’IoT non cessano di affascinare Cassandra.

Loona, l’ultimo “cucciolo” partorito da una startup dell’Internet delle Cose, che ne sta facendo il crowfounding, è assolutamente irresistibile, e qualunque persona anche solo moderatamente tecnofila, vorrebbe fare la fila per comprarlo.

Loona si comporta, con sorprendente accuratezza, come un piccolo e simpatico cane di appartamento, ma si può altrettanto bene usare come telecamera semovente di sorveglianza per la propria abitazione, accedendolo con l’apposita (manco a dirlo) app.

Delizioso.

Cassandra l’avrebbe ordinato immediatamente se … se non fosse Cassandra.

Se non fosse proprio come l’esca di una trappola ben congegnata.

E per spiegare perché dobbiamo riavvolgere un po’ il nastro e tornare a qualche anno fa.

Forse qualcuno ricorderà che per un breve periodo Ring, che con la scusa di vendere campanelli e termostati è il braccio armato per la videosorveglianza di Amazon e dei suoi rapporti con la polizia americana, ha messo in prevendita Ring Always Home, una telecamera volante.

Si, un ibrido drone-telecamera, volante ed autonomo. Poteva decollare da solo in casa vostra e seguire un percorso preregistrato, svolazzando di stanza in stanza per effettuare riprese, e poi ritornare sulla sua base di ricarica, base che vi permetteva di accedere le riprese da fuori con la solita app per vedere i ladri, posto che non l’avessero già preso a mazzate.

Certo, solo se precedentemente vi eravate ricordati di lasciare le porte aperte, e certo, solo se il vostro gatto non lo azzannava al volo vedendolo passare. L’idea era affascinante, ma l’oggetto, capace di volo autonomo, forse era un po’ troppo difficile da realizzare, costoso e di nicchia.

O forse l’esercito americano ne ha voluto l’esclusiva.

Fattostà che tutto quello che Cassandra ha potuto procurarsi (nota bene: pagando) è stato un libretto, una via di mezzo tra manuale utente e studio di fattibilità; lettura interessante e che le ha finito di chiarire le idee, già molto chiare, ed ovviamente, se mai ce ne fosse stato bisogno, tolto ogni briciolo di voglia di comprarlo.

Ma ben prima di Ring Always Home erano nati i primi aspirapolvere autonomi, quei barattoloni tondi e schiacciati che riescono a girare per casa e aspirare un po’ di polvere. Certo, funzionano bene in una casa da star del cinema, in un appartamento di 40 mq pieno di fili e tappetini magari meno.

Questi oggetti, inizialmente elettromeccanici e quindi, dal punto di vista di Cassandra, innocui, si sono rapidamente dotati di sensori per non sbattere continuamente in giro, poi si sono connessi ad internet, ovviamente solo per aggiornare il software, ma casualmente anche per mappare l’appartamento, poi dotati di app, ovviamente solo a vantaggio del cliente, poi dotati di telecamere per meglio funzionare, e per meglio servire il proprietario, telecamere, anche queste, anche utilizzabili come telecamere semoventi di sorveglianza.

Come dice l’ottimo Walter Vannini nel suo podcast DataKnightmare, “Certo virgola certo. E Babbo Natale quest’anno passerà due volte!”

A conferma dei peggiori, e quindi veri, sospetti, mentre Babbo Natale stava preparando il doppio di regali, Amazon ha pensato bene di comprare iRobot, la principale società che produce aspirapolvere “intelligenti”, per la fantasmagorica cifra di 1,7 miliardi di dollari.

Lo ha fatto, ovviamente, solo perché gli aspirapolvere sono diventati degli aspiradati personali, veri e propri “Alexa su rotelle”.

Cassandra ne riparlerà, ma oggi vi chiede semplicemente: “Volete voi un oggetto del genere in casa, anche se ve la rendesse splendente?”

E torniamo allora al mirabile esempio del cucciolo puffoso dell’IoT.

Andate pure sul sito di Loona e scorrete la pagina fino alle caratteristiche funzionali del software “The tech behind Loona”. Ci trovate, orgogliosamente elencate:

  • riconoscimento facciale
  • riconoscimento del corpo
  • riconoscimento del movimento
  • riconoscimento dei gesti
  • riconoscimento degli oggetti
  • riconoscimento delle emozioni
  • riconoscimento dei contorni
  • gestione delle traiettorie
  • riconoscimento vocale

Ora, esistono solo tre categorie di persone nel mondo di Cassandra.

La prima è quella che, arrivata in fondo a questo articolo, si chiede se vorrebbe davvero un oggetto come questo in giro per casa, che è anche connesso col suo fabbricante via internet; Cassandra non può chiedere di meglio, non importa la decisione che prenderà.

La seconda è quella di chi non compra inutili cavolate tecnologiche; Cassandra tira comunque un sospiro di sollievo, ma si chiede se la Smart TV, l’aspirapolvere autonomo, Alexa, una Tesla o Windows 11 non si siano già intrufolate nelle loro case e nei loro garage, senza essere notate per quello che sono veramente.

La terza è quella di chi, dopo aver letto solo l’inizio di questa puntata, ha già visitato il sito di Kickstarter ed ha già prenotato un Loona per Natale senza leggere prima il resto. A queste persone Cassandra rivolge un accorato appello.

Tornate in voi. Lasciate perdere, fatelo per i vostri figli. Fatelo per la società tutta. Non regalate oggetti di questo tipo neppure al vostro peggior nemico, perché nemmeno lui se lo merita, e perché fareste comunque un danno alla società.

Il demonio, ce lo insegnano le religioni, non è spaventoso, è bello, affascinante e convincente. Il fascino del Male. Lasciate perdere Loona ed i suoi fratelli, e se già qualcuno si aggirasse per casa vostra, staccategli la corrente e la rete, riponetelo nella sua scatola e mettetelo in soffitta.

Forse un giorno potrete rivenderlo come articolo di modernariato in una società migliore. O forse potrete ricominciare ad usarlo nella peggiore delle distopie, quella che non si nota.

Marco Calamari

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