IobT: l’internet delle brutte Cose

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IobT: l’internet delle brutte Cose

Attenzione: questo post è stato creato 10 mesi fa

Gli articoli di Cassandra Crossing sono sotto licenza CC BY-SA 4.0 | Cassandra Crossing è una rubrica creata da Marco Calamari col "nom de plume" di Cassandra, nata nel 2005.

In questo articolo Cassandra dice, secondo noi, alcune cose che in molti pensano ma che in pochi vogliono dire.

Questo articolo è stato scritto il 25 agosto 2023 da Cassandra

Cassandra Crossing 550/ IobT: l’internet delle brutte Cose

Siamo ancora sulla USS Sulaco, ma la manovra di atterraggio su LV-426 è già iniziata; bisogna stare attenti!

D’accordo, perfino tra i 24 indomiti lettori qualcuno avrà cominciato a stufarsi delle citazioni cinematografiche di Cassandra; oggi si troveranno quindi particolarmente a disagio.

Il vero problema tuttavia è che la gente si sta stufando anche di leggere articoli che parlano, od almeno sostengono di parlare, di GPT3 e/o ChatGPT, e stanno cominciando a disinteressarsi della questione.

Per questo qualsiasi cosa è giustificabile pur di mantenere desta l’attenzione, e Cassandra è pienamente giustificata nel rispolverare ed usare i suoi tormentoni, cinematografici o meno, contenuti nelle sue passate profezie, che si stanno puntualmente avverando.

Si, perché ormai il dibattito, se così si può chiamare, sulla pericolosità della falsa Intelligenza Artificiale si sta frammentando in sterili e distraenti “Ho provato a farci x”, “Non va usata nella situazione y”, sarà utile nel caso z”.

Sono tutti problemi inesistenti.

Il problema non è GPT-3, siamo noi. Od almeno, la maggior parte di coloro che leggono articoli su GPT-3 e si fanno un giro sul sito di OpenAI.

Sono i primi ad essere esposti alla possibilità di credere di dialogare con un’entità se non intelligente, almeno razionale.

E non è così. Un “giro di prova” eseguito con un minimo di curiosità e scetticismo, permette ad una persona di rendersi conto con che cosa ha a che fare, e lasciar perdere, traendone le debite conseguenze.

Purtroppo non sarà possibile lasciar perdere.

Perché già oggi molti hanno deciso di “farsi aiutare” da GPT-3, e stanno producendo testi la cui attendibilità è, per usare un eufemismo, dubbia, e la cui qualità … beh lasciamo perdere.

Ma già da tempo il mondo era pieno di persone pagate “pochissimo” per produrre “contenuti” a cottimo. Li trovavate sempre sui siti acchiappaclick, e sempre più spesso anche sui “quotidiani telematici”.

Il problema di queste persone è per fortuna in via di rapida soluzione; dovranno scegliere se andare a spasso o tentare di riciclarsi come “esperti di produzione di testi tramite IA”.

Inquinatori professionisti, insomma. Delinquenti culturali, se vogliamo essere più specifici

Si, perché il da tempo annunciato inquinamento dell’Infosfera è già qui.

Come pure è iniziato l’avvento di oggetti “intelligenti” che sembrano davvero intelligenti, non limitati all’improbabile dialettica di Alexa o Siri, ma emissari di vere IA.

Oggetti che fanno l’interesse di altri a vostro danno, e quindi “cattivi”.

Non state tranquilli quando percorrerete la Rete tramite i vostri assistenti digitali; girate gli angoli con cautela, evitate i corridoi bui e scappate a gambe levate se vedeste macchie di bava sul pavimento.

Date retta a Cassandra; potreste ancora salvarvi.

“Decollare e nuclearizzare, è l’unica soluzione.”

Marco Calamari

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