Su Le Alternative abbiamo parlato spesso dei test per valutare il proprio blocco dei traccianti e delle pubblicità. Come cerchiamo di spiegare, sperando di essere riusciti nell’intento, questi test sono interessanti e possono dare un’idea del comportamento del proprio browser ma sono solo test automatici e come tali vanno presi.
Bisogna saperli interpretare, bisogna sapere cosa fanno e capire anche che non sono perfetti. Il concetto dei test non deve essere quello di ottenere un numero più alto e basta ma quello di testare, per l’appunto, un determinato strumento.
Come segnalato anche nel post di Mastodon qui embeddato sapevate che all’interno di uBlock Origin c’è un codice per barare sul test online d3ward? È stato inserito perché nonostante venissero bloccate le richieste continuava a non dare il 100% e dato che è un test molto conosciuto arrivavano centinaia di richieste su questa cosa.
Vi segnaliamo quindi questo interessante articolo apparso sul blog di Brave che potete leggere per intero in inglese cliccando qui. A questo indirizzo invece trovate il testo tradotto automaticamente in italiano da Kagi Translate.
Di seguito invece un breve riassunto:
i siti che offrono test per verificare le funzionalità degli adblocker presentano spesso limiti significativi, causando confusione e risultati poco affidabili. Molti di questi test si basano su domini inesistenti o irrilevanti e non replicano accuratamente il funzionamento reale della pubblicità online. Ignorano inoltre funzionalità avanzate degli adblocker, come la sostituzione delle risorse e le regole specifiche per dominio, compromettendo la validità dei risultati.
Valutazioni basate su metriche arbitrarie rischiano di penalizzare soluzioni efficaci e ben progettate. I siti di test, se non progettati accuratamente, possono alimentare confusione e soluzioni alternative non necessarie.
•Stai per caricare contenuti da un sito esterno: https://poliversity.it/@skariko/113803793685766292
