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Cassandra Crossing 659/ OpenClaw: Perché adesso? Perché così?

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Cassandra ha già esternato con forte preoccupazione su OpenClaw. Ma se bissasse usando la paranoia fino al limite del complottismo?

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Gli articoli di Cassandra Crossing sono sotto licenza CC BY-SA 4.0 | Cassandra Crossing è una rubrica creata da Marco Calamari col “nom de plume” di Cassandra, nata nel 2005.

Cassandra torna su OpenCLaw.

Questo articolo è stato scritto il 10 febbraio 2026 da Cassandra

Cassandra Crossing 659/ OpenClaw: Perché adesso? Perché così?

Cassandra ha già esternato con forte preoccupazione su OpenClaw. Ma se bissasse usando la paranoia fino al limite del complottismo?

Su cosa sia e cosa faccia OpenClaw la vostra profetessa preferita ha già esternato in abbondanza, quindi i 24 interdetti lettori saranno oggi un filo perplessi da quella che appare come una replica. Tranquilli, è solo una continuazione.

Infatti, data l’importanza che OpenClaw ed il suo ecosistema assumerà velocemente, merita non solo occuparsi del “Cosa”, ma anche del “Quando” e soprattutto del “Perché”.

Ce ne è più che abbastanza per un secondo pezzo, visto che l’inserimento di queste pur semplici considerazioni in “Agente Openclaw, Agente Smith” ne avrebbe resa ancora più complessa la lettura.

“Fear no more”, eccoci qui. Dunque …

Scrivere un agente non richiede sofisticatissime nozioni, nemmeno di IA; è un argomento antico quasi quanto l’IA stessa, e in essa completamente separato dai suoi altri settori fino a pochi anni orsono.

Scrivere un agente come progetto Open Source è un lavoro molto impegnativo per una sola persona, anche di talento, ma questo si può dire per una grande quantità di progetti del passato, che pure sono stati lanciati e che hanno avuto grande successo.

Far evolvere questo progetto in una comunità a crescita (veramente) esponenziale, che come vivacità e confusione farebbe sfigurare il carnevale di Rio, è più complesso; ci vuole una buona idea, certamente, ma anche l’occasione e la volontà di volerlo fare.

E qui nasce la domanda; perché l’ha fatto pubblicamente un bravissimo signor nessuno, e non Sam Altman o Dario Amodei? Perché sono troppo seri?

Allora perché non l’hanno fatto Elon Musk o Satya Nadella? Altro a cui pensare?

Allora perché non Aravind Srinivas oppure Mustafa Suleyman? Troppo accademici?

Insomma, possibile che cavalcare un successo assicurato, presentandolo come progetto aperto, o come prodotto commerciale o qualsiasi cosa nel mezzo possa essere sfuggito ai grandissimi spacciatori di LLM? 

Perché non è successo subito, un mese dopo l’avvento di ChatGPT?

Domanda interessante, e Cassandra ha trovato quella che ritiene una risposta nelle notizie, trapelate tra agosto e novembre dell’anno scorso, riguardo la volontà delle grandi compagnie assicurative di escludere i danni provocati dall’IA dalle loro polizze. Gli articoli interessanti sono tutti sotto paywall, purtroppo, quindi googlate in giro per conferme.

Se questa fosse la risposta, ne conseguirebbe direttamente la totale non convenienza ad esporsi ed investire nel rischiosissimo e mai testato mercato degli agenti.

Più andreottianamente, ma altrettanto direttamente, ne consegue anche la convenienza ad innescare una sperimentazione pubblica che svolgesse la sperimentazione di tecnologie molto rischiose, scaricando su tutti gli entusiasti sperimentatori e sulla società in generale il rischio economico e legale dei primi rilasci massivi di agenti nel mondo reale. 

Niente assicurazioni da ottenere, niente permessi legali, niente costose azioni di lobby; invece un comodo palco dove stare a guardare aggratis cosa succede agli utili idioti, restando sempre pronti a riassumere il controllo se e quando la cosa si rivelasse economicamente conveniente.

Teoria indimostrabile, ma che tuttavia spiega gli eventi conosciuti, quindi degna almeno della definizione di “Ipotesi”.

Dopo “Cassandra Crossing”, “L’Ipotesi di Cassandra”?

Nel frattempo, se siete tra coloro già preda al trip agentico, accettate un consiglio dalla vostra profetessa preferita: fate un passo indietro, tirate un respiro profondo, e infine chiedetevi esattamente cosa state facendo, e che conseguenze immediate potrebbe avere, soprattutto per voi.

Marco Calamari

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