Gli articoli di Cassandra Crossing sono sotto licenza CC BY-SA 4.0 | Cassandra Crossing è una rubrica creata da Marco Calamari col “nom de plume” di Cassandra, nata nel 2005.
L’allarme di Cassandra sul tecnocontrollo, nella speranza non rimanga inascoltato.
Questo articolo è stato scritto il 22 maggio 2023 da Cassandra
Cassandra Crossing 542/ Venti di tecnocontrollo nell’UE: S.P.Q.F.
Il vento di tecnocontrollo che soffia in Europa si fa strada nelle legislazioni nazionali. Cosa accade in Francia.
La seconda parte del titolo di questo pezzo, che sarà comprensibile probabilmente solo ai lettori di “Asterix”, cerca se non di sdrammatizzare, almeno di rendere meno sgradevole questa notizia.
Si, perché si tratta della manifestazione di una deriva autoritaria, di un andazzo che la che la Commissione Europea, ma soprattutto il Consiglio d’Europa stanno portando avanti da un pezzo; quella dell’inserimento del tecnocontrollo generalizzato come pilastro della sicurezza e della legalità nell’UE.
La notizia di oggi viene da oltralpe, ed è riferito, anzi denunciato dall’Ordine degli Avvocati di Parigi.
Per farla breve e non edulcorare la pillola, l’Ordine riferisce che nell’articolo 3 del disegno di legge e programmazione del Ministero della Giustizia 2023/2027 depositato al Senato francese il 3 maggio 2023, è contenuta la testuale indicazione di prevedere “… l’attivazione a distanza di qualsiasi dispositivo elettronico, compresi i telefoni cellulari, al fine di captare suoni e immagini.”
Ovviamente l’Ordine è preoccupato, ed a ragione, per la lesione della riservatezza delle comunicazioni con gli assistiti, e la conseguente compromissione del diritto alla difesa.
Cassandra, più vicina ai cittadini ordinari, invece si chiede semplicemente come una siffatta frase possa essere scritta e pubblicata da persone normali e ragionevoli.
Si, perché se quelle righe le avesse vergate il Grande Fratello in persona, certamente le avrebbe tenute riservate; se fosse stato un suo tirapiedi troppo zelante, l’avrebbe cancellato dalla storia.
Essendo invece inserite in un documento programmatico ufficiale del governo di uno stato europeo, già patria della democrazia, viene da pensare che siano state vergate da una persona davvero convinta che trasformare qualsiasi oggetto elettronico in una spia del potere esecutivo potesse portare al bene della società.
“Svegliare” il cellulare poggiato sul comodino e trasformarlo negli occhi e nelle orecchie di… di chi?
Quale società può evolvere da simili premesse e simili strumenti?
Quali intenzioni sono sottostanti ad un tale orientamento?
Le risposte a queste domande vengono lasciate al diligente lettore.
Giusto come suggerimento, questo non è un problema della Francia, ma semmai dell’intera Unione Europea, e quindi anche nostro.
In altre parti del mondo, ad esempio Stati Uniti e Cina, il problema non si pone nemmeno più….
Marco Calamari
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