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Temi classici della fantascienza riletti in maniera originale, una storia leggera e divertente, ma non banale, con attori di ottimo livello. Si può chiedere di più ad una serie?

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Gli articoli di Cassandra Crossing sono sotto licenza CC BY-SA 4.0 | Cassandra Crossing è una rubrica creata da Marco Calamari col “nom de plume” di Cassandra, nata nel 2005.

Conoscete già Murderbot?

Questo articolo è stato scritto il 18 luglio 2025 da Cassandra

Recensioni di Cassandra 629/ Murderbot

Temi classici della fantascienza riletti in maniera originale, una storia leggera e divertente, ma non banale, con attori di ottimo livello. Si può chiedere di più ad una serie?

Cassandra non nasconde le sue tendenze nostalgiche per la fantascienza anni ’60 e ’70, e di come la sua grande attitudine alla “sospensione dell’incredulità” le permetta di vedere ed apprezzare cose che altri definirebbero “spazzatura”.

Anche per questo motivo, ma non solo, raccomanda caldamente la nuovissima serie “Murderbot”, che tenterà di recensire con assoluta assenza di spoiler. Procedete pure tranquilli!

Cassandra è più che certa che i 24 increduli lettori avranno appena pensato “Possibile che Cassandra raccomandi una serie con un titolo così idiota?”.

Come al solito hanno ragione, ma solo per la seconda parte. Il titolo è effettivamente infelice e mal scelto, anche se la trama inizialmente lo giustifica, ed il titolo del romanzo su cui è basato forse lo imponeva.

Tuttavia, il titolo pilota le attese di un possibile spettatore in direzioni completamente errate, come quelle di Terminator o Robocop, mentre la serie è sostanzialmente una palestra di buoni sentimenti, in cui persino i cattivi sembrano sempre sul punto di scusarsi con le proprie vittime.

Ma a parte il titolo, Cassandra può garantirvi che tutta la serie è garbatamente perfetta, intrattiene, fa sorridere e talvolta pensare, grazie ad attori notevoli ed una sceneggiatura che, pur con i limiti imposti dalla serialità, scorre liscia come l’olio, in maniera simile a quelle di alcuni capolavori come appunto Terminator od I predatori dell’arca perduta. Ed è un olio con una punta di piccante sarcasmo, come quello toscano.

L’ambientazione ed il tema ricordano quella di grandi classici, come Star Trek TOS, viaggi spaziali e conflitti, che non a caso sono sempre attuali e sono stati sfruttati anche da serie recentissime come Black Mirror – USS Callister.

Un grande contributo qualitativo è arrivato dall’autrice della serie di romanzi su cui la sceneggiatura è basata “Murderbot: i diari della macchina assassina”, Martha Wells. La scrittrice infatti può vantare diversi premi Hugo e Nebula, i più alti riconoscimenti conferiti ad autori di fantascienza.

Certo, l’atmosfera dei romanzi ha subito rimaneggiamenti durante la trascrizione per lo schermo; la cosa è sostanzialmente inevitabile, date le differenze tra i due media. L’importante è che il lavoro di adattamento sia rispettoso e qualitativamente ben fatto, e questo certamente lo è.

Il protagonista/produttore Alexander Skarsgård, che interpreta il ruolo della macchina “assassina” (le virgolette sono importanti, ma le capirete solo guardando la serie) è decisamente adeguato; forse recitare mettendo a rischio i propri soldi aiuta, come ha aiutato altri cineasti.

Staremo a vedere se la seconda stagione, appena annunciata, manterrà l’altissimo livello qualitativo della prima; è un classico che la qualità dei “seguiti” possa abbassarsi.

Per fortuna ci sono anche controesempi, come il sequel della saga di Terminator, Terminator 2: il giorno del giudizio, la cui seconda puntata (solo quella ahimè) era anche migliore della prima.

La serie è prodotta e pubblicata su Apple+, ed è ovviamente disponibile anche sul canale Apple+ di Amazon Prime. Sono dieci puntate brevi, di durata variabile da 25 a 35 minuti, e sono tutte già disponibili. Per chi ha poca simpatia per gli abbonamenti streaming, segnaliamo la possibilità di utilizzare il periodo di prova per vedere gratuitamente la serie, su uno dei due canali disponibili.

Enjoy!.

Marco Calamari

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