Gli articoli di Cassandra Crossing sono sotto licenza CC BY-SA 4.0 | Cassandra Crossing è una rubrica creata da Marco Calamari col “nom de plume” di Cassandra, nata nel 2005.
Un bel racconto di Cassandra, quarta parte!
Questo articolo è stato scritto il 10 agosto 2025 da Cassandra
Cassandra Crossing 635/ WHY2025: giorno tre
Ancora talk sorprendenti, alcuni anche terrorizzanti, grosse batterie, nanerottoli spioni e suonatori di fiamme.
Oggi Cassandra ha battuto la fiacca, e si è anche dovuta fermare per immortalare una nuova vicina di casa.
E’ quindi è arrivata al camp qualche minuto dopo le nove, e si è subito diretta al supermarket per la colazione.
Mirabilia, le brioscine sono appena arrivate, ancora bollenti. Riempiti prontamente due sacchetti mi dirigo dai soliti grappisti per il caffè.
Mentre condivido brioscine e caffè, con già bene in testa il programma dei talk della mattinata, arriva la Regina Rossa, già incontrata fuggevolmente il primo giorno all’ingresso, che mi sballa il programma.
Non ci vedevamo ad un camp da una vita, dal 2013 ad OHM.
Mi porta infatti in un angolo riparato del camp, e mi libera solo dopo un’ora; di quello che è successo tra noi Cassandra oggi non parlerà, se non nel gruppo Telegram, tanto tutto verrà comunque alla luce assai presto.
Di nuovo libero, ma ormai col programma saltato, mi dirigo con mezz’ora di ritardo al talk sulla costruzione di un robot esapodo.
Maledizione! il talk, estremamente pratico e ricco di consigli, era interessantissimo; dovrò vedermelo intero appena possibile.
Il tizio che lo ha tenuto sarebbe questo.
Si occupava di tutt’altro, poi un giorno ha deciso di cimentarsi, ed ha fatto tutto da solo e da zero, ma utilizzando tutte le risorse software ed hardware più moderne. Simulatori software di robot in cui testare lo gli stessi eseguibili del robot, e soprattutto i fornitori cinesi, a cui appaltare in maniera affidabile ed economica la realizzazione di alcune fasi del lavoro, che sono davvero da paura.
Il risultato è stato questo.
Bellissimo ed un po’ inquietante; deve essere vero che l’appartenenza a philia diversi ed i sei arti degli artropodi ci rendono visceralmente (e forse anche reciprocamente) alieni. Cassandra li rifugge fin da bambina.
Prima dell’ora di pranzo c’è il tempo solo per un altro talk sulle metodologie di sicurezza per le IA; interessante ma pesantissimo.
Cassandra si è dimenticata della cosa più bella della grafica di WHY2025, il logo cangiante che c’è sul podio dei relatori in tutte le sale; le sue varie parti cambiano continuamente, ma molto lentamente, di colore; solo dopo un po’ lo si nota.
Il primo seminario del pomeriggio è dedicato agli attacchi alle macchinette mangiasoldi, e lo ha fatto un tizio che lavora in questa industria da trent’anni.
Una vera storia vera, che parte dagli attacchi fisici.
prosegue con trucchi specifici, come la monetina legata ad un filo.
e con le chiavi false, già pronte in vendita su Ebay, anche con lo sconto per quantità.
e si arriva infine agli attacchi software sulle VLT.
Una eccellenza tutta italiana; il caso che ha fatto storia nel settore è accaduto appunto in Italia.
La mancanza di solo due caratteri in una routine scritta in C++ (quelli in rosso)
ha fatto sì che, in una condizione anomala, tutte le VLT italiane per 20 minuti abbiano erogato jackpot di ammontare illimitato, anche di mezzo milione di Euro. Vincite totali per 240 milioni. Al relatore scappava da ridere, gli italiani si fanno sempre riconoscere, in un modo o nell’altro.
La SNAI, nei casi noti, pare non abbia pagato. Doppia morale, non giocate alle macchinette, e nei vostri progetti software fate la code review!
Cassandra si è poi dedicata ad una serie di talk sull’hacking delle reti elettriche, tenuti da relatori dell’ottimo village D42D, di cui Cassandra aveva già seguito il suo primo seminario del camp.
In sintesi, e seriamente, nei prossimi due o tre anni munitevi di pannelli solari, ma soprattutto di batterie di accumulo, e dotatevi di apparecchiature elettriche a bassi consumi.
Perché? Perché le reti elettriche saranno attaccate, e forse diventeranno armi per un nuovo campo di battaglia, dal livello locale a quello europeo, e forse quello planetario.
Instabilità e mancanza totale di energia per lunghi o lunghissimi periodi non sono una vaga possibilità, ma una cosa che succederà, se non si corre a difficili rimedi.
Sì, perché le “nuove tecnologie” introdotte per automatizzare le vecchie reti elettriche, ad esempio negli inverter che interfacciano i pannelli solari con la rete elettrica, hanno software con una quantità di vettori di attacco incredibile, da quelli dovuti a semplice cialtroneria nello sviluppo del software fino a quelli probabilmente progettati a tavolino, per essere usati come armi cibernetiche.
Avete forse già letto l’esternazione numero 622 di Cassandra sul blackout spagnolo, che pare alla fine fosse “solo” un’instabilità complessiva della rete; non un attacco, ma semplice cattiva progettazione ad una scala internazionale.
A questo potrebbero aggiungersi in un prossimo futuro attacchi informatici o vere e proprie guerre cibernetiche iniziate da stati nazionali od organizzazioni criminali.
Cosa mai potrebbe andare a donnine allegre?
Date retta alla vostra profetessa preferita; compratevi le batterie, di quelle belle grosse!
Ma ora basta parlare solo di talk.
Cassandra, grazie all’indigestione di cose interessanti, ha fatto altre considerazioni generali, alcune anche rassicuranti, che meritano senz’altro di essere raccontate, ma lo saranno solo nell’ultima puntata delle cronache dal WHY2025.
Passiamo invece alle “note di colore” del camp.
La logistica qui è complessa, ma spesso realizzata in modo divertente; ad esempio, disseminati per il camp ci sono una dozzina di nanerottoli da giardino, battezzati con tanto di nome come i sette nani, che stanno lì a rilevare parametri ambientali, come temperatura, umidità, CO2 e livelli sonori.
Poi non si può non notare l’Anello di Fiamme.
Oggetto un po’ inquietante per stare in mezzo alla gente
gestito da un simpatico signore che “suona” le fiamme usando una tastiera musicale con interfaccia MIDI
ottenendo questi risultati
Bene, è tempo di rientrare e mettersi a scrivere. Un ultimo saluto alle bandiere del camp e via.
Ed anche per stasera, buonanotte.
Marco Calamari
Videorubrica “Quattro chiacchiere con Cassandra”
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