Sull’onda della sempre più crescente necessità di utilizzare software non statunitensi, principalmente per quel che riguarda il trattamento dei nostri dati ma per qualcuno anche per ragioni etiche per via dell’amministrazione Trump o qualsiasi altro motivo, abbiamo voluto provare qualche motore di ricerca europeo.
Per quanto ci riguarda, come probabilmente già sapete, questa necessità di utilizzare il più possibile servizi non statunitensi non è del tutto nuova. Dopo l’approvazione del CLOUD Act è diventato quasi insostenibile fidarsi di un servizio statunitense. Fanno eccezione i servizi con crittografia zero-knowledge o end-to-end, come Signal per capirci, perché sono costruiti e pensati proprio per non poter collezionare o scansionare dati nemmeno volendo.
Il CLOUD Act, giusto per riassumere velocemente per chi non dovesse conoscerlo, è secondo Wikipedia: una legge federale degli Stati Uniti d’America emanata nel 2018 secondo cui le forze dell’ordine federali possono ottenere un mandato o ingiunzione per costringere le aziende tecnologiche a fornire qualsiasi dato su cui abbiano controllo, ovunque sia fisicamente ubicato nel mondo.
Il rischio di Chat Control
Sappiamo bene che l’Unione Europea non è perfetta ma al giorno d’oggi, nonostante i problemi e i rischi per il futuro (qualcuno ha detto Chat Control?), rimane secondo noi l’unico spiraglio quando si parla di protezione dei nostri dati soprattutto se paragonato a quanto accade negli Stati Uniti o Gran Bretagna (giusto per rimanere in occidente).
Inizialmente avevamo pensato di fare un articolo riassuntivo come questo ma esistono già siti validi come European Alternatives e ci sembrava un po’ una ripetizione non necessaria. Così abbiamo preferito creare un articolo ad hoc, di quelli lunghi e dettagliati come piacciono a noi, dedicato a un argomento in particolare ovvero i motori di ricerca. Se poi la cosa dovesse interessarvi possiamo farlo anche per altri argomenti (fateci sapere quali preferireste!).
Premessa necessaria
Prima ancora di iniziare, c’è subito da fare una premessa: se escludiamo Mojeek che però è britannica e nel Regno Unito la gestione privacy come siamo abituati è un campo minato soprattutto dopo la Brexit, ad oggi non esistono motori di ricerca grandi che utilizzano un proprio indice.
Sulla carta c’è il progetto tra Ecosia e Qwant, due motori di ricerca europei, di crearne uno ma per ora non c’è nient’altro se non questa notizia. Tra l’altro né Ecosia né Qwant sono in questa lista perché condividono troppi dati con i partner statunitensi per cui speriamo ne esca qualcosa di davvero decente.
Gli indici di ricerca più importanti per noi sono quasi tutti statunitensi
Dunque se anche possa sembrare avere poco senso utilizzare alternative europee in realtà le cose sono un po’ più complesse. Se è vero che molti motori di ricerca utilizzano indici esterni come quelli di Bing, Google, Brave (tutti e tre statunitensi) o di Yandex (russo) molti di questi fanno da intermediari senza far passare i vostri dati ma solo la vostra query di ricerca.
In questo modo anche se viene utilizzato un indice statunitense questo non può associare a nessuno le query di ricerca.
Perché non c’è il motore di ricerca XXX?
Se non vedete qualche motore di ricerca famoso è quasi sicuramente per via del fatto che è stato escluso dalla lista perché condivide troppi dati con gli Stati Uniti.
Ad esempio Ecosia spiega nella sua privacy che:
Your IP address and search terms are automatically shared with our search partners, Microsoft Bing or Google, when you search
Privacy Policy di Ecosia
il che rende decisamente nullo il suo inserimento in questa lista.
Lo stesso vale per GOOD:
The following data is transmitted to Brave when a search query is made: IP address, user agent string, search term, country and language settings, filter settings for adult content, active search filter settings.
Privacy Policy di GOOD
Anche Qwant non è stato inserito per una gestione abbastanza allegra dei cookie e della condivisione dei dati personali con i propri partner, anche statunitensi come Microsoft. Trovate tutto nella lunga sezione dedicata alla Privacy Policy e più precisamente la parte relativa ai dati condivisi durante le query di ricerca ovvero
Search keywords, Information about the browser you are using, The first three bytes of your IP address or, in the case of a User Account, the IP address, The approximate geographic area originating the search on a regional or city level, The salted hash generated from your IP address, User Agent, and a salt changing at least every 3 months, A random token generated by Qwant (aiming to limit data cross-referencing).Additionally, for the security and reliability of our partner’s services (spam detection, automated activity, fraudulent ad clicks), Qwant may also collect and transfer your full IP address to this partner.
Privacy Policy di Qwant
I motori di ricerca sono segnalati in ordine alfabetico.
Alternative commerciali e non-profit
metaGer
progetto tedesco
vengono utilizzati gli indici di Brave, Serper, Mojeek e Bing
solo a pagamento
possibilità di personalizzazioni avanzate come blacklist
possibilità di aprire i link dietro proxy
possibilità di abilitare filtro Safe Search
open source
indirizzo .onion disponibile
metaGer è uno dei progetti più vecchi, forse il più vecchio, di cui parleremo in questo articolo. Nasce nel 1996 e dal 2024 non utilizza più la pubblicità all’interno delle ricerche ma è accessibile solamente dietro pagamento. È tedesco ed è operato da una non-profit con base ad Hannover chiamata SUMA-EV.
Il costo dipende dal numero di ricerche che pensate di effettuare. Non ci sono sconti di alcun tipo e pagherete 5€ ogni 500 Token. I Token servono per effettuare le ricerche, attualmente per usare Brave e Serper (che da quanto abbiamo capito è un modo per usare le API di Google) si paga 1 Token a ricerca mentre per utilizzare Bing se ne devono utilizzare 3.
Potete eventualmente acquistarne più di 500 ma sempre allo stesso prezzo per Token ovvero 0.01€.
Non ci sembra di aver visto nessun tipo di utilizzo della cosiddetta intelligenza artificiale, e questo può essere un bene per alcuni e un male per altri. Un’impostazione interessante è la possibilità di avere una propria blacklist dove inserire domini e sottodomini. Se non volete vedere dunque nelle vostre ricerche i risultati di Amazon con metaGer potete farlo.
È open source e per la sezione Notizie utilizza un test chiamato CRAAP-Test per provare ad evitare eventuali bufale.
Le ricerche non sono male e l’UI (l’interfaccia grafica) è molto semplice ma intuitiva anche se alcuni pezzi, come i suggerimenti, rimangono in tedesco nonostante la lingua italiana impostata. Una delle cose interessanti è che di fianco ad ogni risultato è scritto da quale indice proviene e nel caso si possono attivare altri indici anche da usare contemporaneamente ma per ogni indice si pagherà il Token corrispettivo.
Nessun dato personale viene inviato durante le ricerche ed è inoltre possibile vedere i singoli risultati anonimamente dietro un proxy di Metager. Durante l’utilizzo di metaGer vengono passati i dati delle query di ricerca ai rispettivi motori ma non vengono passati dati personali come indirizzo IP o user-agent. Di fatto quindi le ricerche è come se “le facesse metaGer” e non sono associabili a voi.
È possibile cercare nel web, tra le immagini, notizie, shopping, tra articoli scientifici e ha un suo servizio di mappe basato su OpenStreetMap.
Ci si accede anche dietro Tor con un indirizzo .onion dedicato.
•Presearch
progetto canadese
vengono utilizzati gli indici di Google ed altri, non è chiaro quali
decentralizzato
risposte AI a pagamento
possibilità di abilitare filtro Safe Search
tanta, troppa pubblicità
Citazione veloce per Presearch che non è europeo ma opera su nodi decentralizzati e da questi, secondo policy, non viene mai condiviso l’indirizzo IP di chi ha fatto la ricerca. Dunque le richieste ai provider vengono fatte dai singoli nodi e non sono riconducibili a voi.
Non è il nostro servizio preferito: troppa pubblicità, sponsorizzazioni Web3 ovunque e dunque un’esperienza non proprio sempre del tutto rilassante.
Le ricerche sono comunque mediamente buone e, nel caso voleste farlo, è possibile anche avere un proprio account per guadagnare la loro criptovaluta chiamata PRE.
Prima o poi dovrebbero creare un proprio indice anche se molti anni che viene detto ma non è chiaro quando e se questo avverrà.
È possibile cercare tra il web, immagini, video, notizie mentre le mappe utilizzate sono quelle di Apple Maps.
•PriEco
progetto slovacco
vengono utilizzati gli indici di Google, Bing, Brave e Mojeek
possibilità di personalizzazioni avanzate come front-end alternativi per YouTube e Reddit
possibilità di aprire i link dietro proxy
possibilità di abilitare filtro Safe Search
open source
indirizzo .onion disponibile
Una piccola realtà europea con server in Europa che sta anche creando un proprio indice per non dover dipendere da quelli di terze parti.
È possibile personalizzare la ricerca con alcuni spunti interessanti per la privacy come la possibilità di convertire automaticamente i link YouTube su server Invidious e link Reddit in Redlib.
Come da privacy policy non vengono inviate informazioni personali riconducibili a voi ai provider utilizzati ma vengono solo trasferite le query (cioè la vera e propria ricerca) e l’eventuale linguaggio e località preferiti.
Di fianco a ogni risultato sono presenti tre icone: una per vedere la versione su Internet Archive, una per visualizzare il sito in incognito e dietro proxy di PriEco e infine un tasto “Informazioni” che dovrebbe riassumere il contenuto del sito (ma non funziona sempre). Sulla destra invece è possibile far apparire, tramite impostazioni, l’indice di origine del risultato.
Sono presenti alcuni annunci che vengono utilizzati per sostenersi. Gli annunci sono inerenti alla vostra query di ricerca e non personalizzati inoltre i provider hanno accesso a qualche vostro dato solamente nel momento in cui cliccate sulla pubblicità altrimenti non sapranno nulla di voi.
È possibile cercare tra il web, immagini, video, notizie e shopping. Il servizio di mappe si basa su OpenStreetMap.
È open source ed è disponibile anche con un suo indirizzo .onion.
•Swisscows
progetto svizzero
viene utilizzato l’indice di Brave
possibilità di anteprima dei risultati dietro proxy
alcune funzionalità di intelligenza artificiale
iscrizione facoltativa a pagamento per non vedere le pubblicità
risultati censurati (family-friendly)
donazioni a progetti solidali
Società svizzera che fa un po’ di cose relative alla privacy tra cui un’offerta VPN, una casella email, un servizio di backup chiamato Edelcloud. Tra le altre cose che fanno c’è anche un programma di messaggistica end-to-end chiamato TeleGuard anche se in passato ha collaborato con l’FBI rivelando alcuni dettagli delle notifiche PUSH (ma per una buona causa) che evidentemente non sono crittografate (a differenza di Signal e Proton Mail ad esempio).
Le personalizzazioni di Swisscows sono praticamente nulle. È attivo di default un filtro per le famiglie che non è eliminabile in alcun modo e a parte poter decidere di cambiare lingua, usare la propria posizione e aprire le ricerche in una nuova pagina non si può decidere altro.
Per quanto riguarda l’UI non ci è piaciuto molto il fatto che venga mostrato solo il dominio dei risultati e non l’URL intero come avviene invece da altri parti. Per il resto invece l’aspetto grafico lo troviamo elegante e chiaro.
Sono presenti due interessanti caratteristiche: la possibilità di vedere in anteprima, dietro proxy, il risultato e un “AI summary” cioè un breve riassunto del contenuto del risultato generato da un chatbot (non è chiaro quale modello viene utilizzato).
È possibile pagare un abbonamento mensile o annuale da circa 3€ al mese per non vedere le pubblicità e il banner continuo che altrimenti vi apparirà.
Al momento della stesura dell’articolo viene utilizzato solo l’indice di Brave Search. Nella versione gratuita viene spiegato che vengono condivisi alcuni dati con i partner pubblicitari (tra cui anche l’IP parzialmente offuscato cioè un 146.185.79.104 diventa 146.185.79.0) mentre questo non dovrebbe accadere nella versione a pagamento visto che i banner non ci sono.
Nella policy non viene detto esplicitamente che le ricerche su Brave sono fatte direttamente da Swisscows e non viene detto esplicitamente che dati passano da Brave ma sembra evincersi che non vengono memorizzato né passati dati di alcun tipo. Tra tutti quelli elencati in questo articolo comunque Swisscows è quella meno chiara su questo aspetto.
È possibile cercare tra il web, le notizie, le immagini, i video e la musica.
•Startpage
progetto olandese (ma con un proprietario statunitense)
vengono utilizzati gli indici di Google e Bing
possibilità di anteprima dei risultati dietro proxy
alcune funzionalità di intelligenza artificiale
possibilità di abilitare filtro Safe Search
indirizzo .onion disponibile
Probabilmente Startpage è il progetto più interessante e più privacy-oriented all’interno di questo articolo. Società olandese con sede centrale in Olanda ma con un proprietario statunitense chiamato System1, una società di pubblicità su internet. System1 è la stessa società che nel 2020 acquisto il browser Waterfox per poi lasciarlo nuovamente alla vecchia proprietà.
È importante sottolineare che, nonostante questa ingombrante premessa, Startpage è a tutti gli effetti una società olandese che deve sottostare alle regole europee. Inoltre la policy di System1 è differente da quella di Startpage che continua a operare in maniera seria e trasparente anche dopo l’acquisizione e per questo motivo è all’interno di questa lista.
A questo proposito quella di Startpage è probabilmente una delle migliori policy delle alternative presenti in questo articolo. Non vengono registrati dati di alcun tipo e le ricerche vengono inviate ai rispettivi motori di ricerca senza che sia possibile identificarvi.
Il loro modello di business è simile a quello di DuckDuckGo ovvero pubblicità non personalizzate all’interno delle ricerche effettuate.
Una caratteristica interessante di Startpage è la modalità Anonymous View che permette di aprire i risultati senza essere riconosciuti. Tra tutti quelli elencati qui dentro ci è sembrato essere quello che funziona meglio e che dà meno problemi.
È possibile avere altre piccole personalizzazioni come la possibilità di usare o meno la localizzazione e alcune funzionalità di risposte rapide. Si può anche cambiare il server su cui ci si deve connettere chiedendo di usare sempre quelli europei e non solo quelli più veloci.
Permette di cercare tra il web, le immagini, i video, le notizie, lo shopping e ha tre link esterni per le mappe: Google Maps, Bing Maps e Mapquest.
•Metamotori di ricerca open source e self-hostabili
Nel mondo dei motori di ricerca non esistono solamente le attività commerciali ma anche progetti open source che sfruttano più o meno lo stesso concetto di quelli commerciali ma che, non utilizzando API a pagamento, ogni tanto potrebbero avere più problemi nei risultati perché bloccati o temporaneamente limitati. Ma a parte questo possibile inconveniente sono generalmente considerate delle ottime alternative.
Il vantaggio però è quello di utilizzare servizi liberi spesso fatti girare da attivisti e collettivi oppure se ne avete le conoscenze self-hostabili in autonomia. Quest’ultima scelta è particolarmente interessante perché difficilmente verrete bloccati ma c’è anche un problema di identificazione: se siete gli unici a usare quel servizio non è difficile capire che le ricerche effettuate sono tutte vostre.
Come capisco se sono server europei?
Per spiegarci meglio: quelli che troverete qui sono dei software che chiunque può far girare su un proprio server. Alcuni attivisti possono far girare questo software e offrirvelo gratuitamente, magari chiedendo donazioni. Se volete scegliere un server europeo potete provare a mettere l’indirizzo qui: https://www.violating-gdpr.com/ per capire dove è situato il server.
Elenco delle alternative self-hostabili
Ecco quelle, secondo noi, più affidabili e aggiornate.
4get
open source
self-hostabile
possibilità di utilizzare svariati indici tra cui Brave, DuckDuckGo, Yandex, Google, Qwant e molti altri
possibilità di abilitare filtro Safe Search
indirizzo .onion disponibile in base al server scelto
È un progetto relativamente recente ma che ha preso piede molto velocemente perché, beh, funziona davvero molto bene. È generalmente veloce, è possibile personalizzare gli indici da cui pescare i risultati ed è anche possibile usare indici diversi per ogni categoria. Quindi potete scegliere di usare DuckDuckGo per le ricerche web mentre utilizzare Google per le immagini.
Per il resto non ci sono molte altre impostazioni da poter inserire, è un servizio semplice ma davvero efficace. Alcuni server potrebbero avere una protezione per i bot e chiedervi di tanto in tanto dei CAPTCHA da risolvere.
Una critica: non sembra possibile impostare una regione preferita quindi i risultati saranno sempre del mondo e se li preferite italiani dovrete di volta in volta selezionarlo.
È possibile cercare nel web, tra le immagini, video, notizie e musica.
• •SearxNG
open source
self-hostabile
possibilità di utilizzare svariati indici tra cui Brave, DuckDuckGo, Google, Qwant e molti altri
possibilità di abilitare filtro Safe Search
Eccellente alternativa libera da utilizzare come motore di ricerca. Esiste da molto tempo, sotto diverse forme visto che è un fork di Searx che esiste dal lontano 2014.
A differenza di 4get ha molte opzioni ed è decisamente personalizzabile. È possibile scegliere una lingua preferita, fare alcune modifiche all’interfaccia come il modo con cui vengono presentati i risultati, è possibile scegliere il modo con cui vengono inserite le query (POST o GET) ed è anche possibile visualizzare le immagini dietro proxy. Nelle impostazioni troviamo anche inoltre molti indici disponibili che si possono facilmente selezionare e deselezionare per ogni singola categoria.
È possibile cercare tra web, immagini, video, notizie, musica, file, file scientifici e social media (9gag, Reddit e server Lemmy e Mastodon). Il servizio mappa è di OpenStreetMap ma è sotto forma di testo e non di mappa vera e propria.
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Commenti dal Fediverso
Per rispondere basta che cerchi l’indirizzo di questo articolo sul tuo account Mastodon, Lemmy o Citiverse!
5 risposte a “Swisscows, Startpage e altri motori di ricerca europei”
Startpage non è più europeo, é stato comprato da una azienda americana
@StrangeMed @skariko@www.lealternative.net Come scritto nell’articolo Startpage è parte di una società statunitense da molti anni ormai ma ha mantenuto intatta la sua policy, che è differente da quella di System1 (l’azienda statunitense), e sembra tuttora essere sotto legislazione europea.
We are located in the EU, and we fully comply with applicable privacy laws and regulations of the EU, including the General Data Protection Regulation (GDPR). These are widely regarded as the strongest privacy protections in the world.
@skariko
La schermata di Presearch che dice che Pippo Baudo ha _vinto_ Sanremo 13 volte… 😁
@lealternative
@AAMfP @skariko@www.lealternative.net @lealternative ahahah, la qualità delle fonti scelte direi che non è proprio eccellente! 😂
@skariko @lealternative se non sbaglio anche Waterfox ha rilasciato la beta del proprio indice di ricerca e non sembra male.