Approfittando di una settimana di prova che viene data gratuitamente a chiunque tramite il Play Store, abbiamo provato la VPN di DuckDuckGo nella sua versione a pagamento, quindi una classica VPN come siamo abituati a conoscerle. Il risultato non ci ha entusiasmato più di tanto nonostante alcune note positive siano comunque presenti come l’audit indipendente ricevuto da Securitum nel 2024.
Abbiamo provato la VPN a pagamento di DuckDuckGo
Iniziamo con il dire che la VPN è compresa all’interno della loro applicazione-tutto-in-uno che fa da browser, VPN locale per bloccare traccianti come avevamo già testato e gestisce gli alias email. La parte a pagamento si chiama Privacy Pro ed include per l’appunto una VPN vera e propria e una sorta di protezione per il furto di identità chiamata Identity Theft Restoration che promette di aiutarvi nel caso le vostre informazioni personali siano state rubate e utilizzate per scopi poco nobili. Andando a leggere nelle FAQ ci sembra di capire sia una sorta di assicurazione inclusa e gestita da Generali.
L’abbonamento solo tramite Play Store
Abbiamo ricevuto notizia dei sette giorni di prova prima dell’acquisto e abbiamo deciso di provare la VPN (visto che quando li abbiamo contattati non ci hanno mai risposto 😜) e qui arriva la prima nota dolente: nonostante l’applicazione sia open source, disponibile sia da GitHub che su F-Droid, per poter provare la VPN sembra sia necesario avere un account sul Play Store. Non abbiamo infatti trovato altri modi per poter pagare l’abbonamento nonostante nelle FAQ venga detto detto If you subscribed via our website or via the DuckDuckGo browser downloaded from our website, you can manage your subscription and payment method on desktop ma noi sulla pagina ufficiale non abbiamo trovato nulla e, anzi, è presente in bella mostra un Abbonati a Privacy Pro nelle impostazioni dell'app dopo il download.
Facciamo dunque l’abbonamento sul Play Store con il nostro account Google farlocco e lo annulliamo subito dopo per poterla utilizzare e provare gratuitamente solo sette giorni.
La VPN è ben integrata all’interno della loro applicazione multiuso e non occupa uno spazio preponderante ma solo un menù nelle impostazioni. Di default viene abilitato lo Split Tunnelling, cioè la possibilità di usare la VPN solo su determinate applicazioni.
Una VPN un po’ troppo paternalistica
Vengono riconosciute ed escluse dalla VPN alcune applicazioni senza che venga chiesto nulla, probabilmente sono quelle per cui sono stati segnalati maggiori problemi. A noi non interessa e decidiamo di non escluderne nessuna disabilitando proprio questa opzione e abilitiamo il blocco nativo di Android “Blocca connessioni senza VPN” ma a DuckDuckGo Privacy Pro questa impostazione proprio non va giù.
Ogni volta che apriamo il menù impostazioni ci viene chiesto di disabilitare il blocco delle connessioni senza VPN. Un po’ cerchiamo di capirla: se escludi un’applicazione dalla VPN e poi blocchi le connessioni senza VPN quella applicazione non navigherà più. Noi però lo sappiamo bene e non abbiamo alcuna applicazione esclusa per cui, seppur capiamo la preoccupazione ci sembra eccessiva e la mancanza di un tastino “non chiedermelo più” alla lunga si fa sentire.
Pochi server e velocità non particolarmente brillante
I server a disposizione sono pochini e, al momento della stesura dell’articolo, sono tendenzialmente uno per Nazione (in Italia è a Milano) a parte Stati Uniti e Canada dove sono presenti rispettivamente 12 e 3 server in città differenti. Questa poca scelta fa sì che diversi siti non funzionino perché gli indirizzi IP a disposizione appunto sono pochi e facilmente bloccabili. Se poi vi serve una nazione in particolare la scelta è appunto o quello o nient’altro.
Non potendo ruotarlo con altre città o con altri indirizzi l’utilizzo ci risulta più limitato rispetto ad altre VPN provate dove se anche un server veniva bloccato ce ne erano almeno altri 10-15, anche in Italia, da provare.
Tra le impostazioni della VPN c’è la possibilità di escludere le reti locali per, ad esempio, permettere a una stampante di collegarsi al proprio computer/cellulare. C’è poi la possibilità di mettere automaticamente in pausa la VPN durante le chiamate Wi-Fi (anche se non ci sembra una grande idea) ed è inoltre possibile utilizzare dei DNS personalizzati inserendo un indirizzo IPv4 (niente DOT o DOH quindi).
La velocità del server italiano a cui ci siamo collegati è decente ma nulla di eccezionale. Come potete vedere qui sotto lo abbiamo testato su una connessione casalinga che di suo fa 884 Mbps in download e 436 Mbps in upload mentre con la VPN accesa siamo scesi a 283 Mbps in download e 171 Mbps in upload.
…e niente configurazione Wireguard
Altro punto negativo è la mancanza di configurazione esportabile per poter essere usata con un proprio client 1. Nonostante utilizzino proprio il protocollo Wireguard per le connessioni 2 hanno scelto di rendere la loro applicazione obbligatoria e questo non è un bene dato che vi vincola a uno strumento gestito da DuckDuckGo senza possibilità di usare quello che più vi aggrada.
Insieme alla VPN anche nuovi modelli chatbot
Terminiamo l’articolo segnalando che oltre alla VPN, nello stesso pacchetto, da non molto è incluso nella sottoscrizione anche la possibilità di utilizzare su Duck.ai dei modelli aggiuntivi (e più performanti) rispetto a quelli disponibili gratuitamente 3.
Conclusioni
Sul resto non c’è molto altro da dire, l’applicazione consuma decisamente poca batteria per quello che fa e il blocco dei traccianti integrato come già sappiamo è interessante ma non certo dei migliori. Vengono lasciate passare moltissime cose e ci sono strumenti separati probabilmente più interessanti per fare queste operazioni come Netguard, AdGuard, RethinkDNS, Blokada. InviZible Pro oppure TrackerControl.
Se stavate cercando una VPN seria vi consigliamo di leggere il nostro articolo sulle VPN suggerite (tranquilli, non ci sono link di affiliazioni di alcun tipo nemmeno lì).